i confini interiori, di Loredana De Vita

The Interior Borders

Muri, porte, confini geografici, confino e prigioni sono solo le parti più piccole di quei confini che costruiamo per separare noi stessi dagli altri.

Ci sono confini innati più pericolosi del fino spinato, sono quelli che appartengono alle ideologie, le ideologie sbagliate e senza coscienza dell’essere umano, o all’estremo egoismo che adoperiamo per percepire la realtà e la vita.

Se i confini fisici rappresentano un pericolo per qualsiasi comunità di essere umani poiché diventa impossibile definire chi siano i veri negletti da un lato e dall’altro della separazione che divide, ma anche chiude e imprigiona, i confini interiori sono persino più pericolosi poiché provano le interpretazioni più false di tutte sulle persone e gli eventi che seguono tutti lo stesso sospiro, l’odio.

Un sospiro che con il tempo è diventato una tempesta, una tempesta che ha cambiato le proprie abitudini diventando la più crudele distruttrice delle persone e del loro pensiero.

Ciò che io vedo è la crescente violenza, sia fisica che verbale, che è diventata la misura di ogni relazione, di ogni pensiero, di ogni respiro che respiriamo come per proteggere il nostro individualismo da essere una parte del tutto che non vogliamo riconoscere come vero e condivisibile.

La cultura, il pensiero, i sentimenti e le motivazioni sono diventati come interscambiabili come se non ci fosse alla loro base, nel loro fulcro, nessuna idea della loro rappresentazione. Sono usati e abusati, mai cresciuti per unire, ma per definire il confine tra i possessi, per quanto essi possano essere condivisibili, per quanto possano diventare una possibilità per sconfiggere l’odio e la violenza.

Il risultato di queste menti e di queste azioni fuorvianti è e sarà la distruzione di ogni significato.

Io spero che noi si riesca ancora ad avere un briciolo di attenzione per quello che importa davvero a cominciare dal ricordarci di essere umani.

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