accadde…oggi: nel 1917 nasce Maria Luisa Righini Bonelli, di Sandra Linguerri

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Figlia del generale Luigi Bonelli e di Adele Giamperoli, Maria Luisa è nata a Pesaro l’11 novembre 1917. Trasferitasi con la famiglia a Firenze, si è laureata in lingua e letteratura spagnola con Mario Casella e, dal 1948 al 1968, ha insegnato tale disciplina presso la Facoltà di scienze politiche dell’Università di Firenze.

L’incontro con Andrea Corsini, docente di anatomia e mecenate, fu determinante nell’orientare gli interessi culturali di Maria Luisa verso la storia della scienza e la museografia scientifica. A partire dagli anni Quaranta, la sua vita professionale si è strettamente intrecciata con le vicende dell’Istituto e Museo di Storia della Scienza di Firenze.

L’Istituto, fondato nel 1927 per iniziativa dell’ateneo di Firenze, con il compito di raccogliere, catalogare e restaurare i reperti e gli apparecchi di interesse storico-scientifico, ha ereditato una prestigiosa tradizione che risale al collezionismo del periodo mediceo. Proprio le collezioni raccolte dai Medici e dai Lorena, costituirono il nucleo dell’Istituto, che ebbe la sua sede in Palazzo Castellani a partire dal 1930, anno dell’inaugurazione ufficiale. Le tappe della sua fondazione rimandano all’azione del Gruppo per la tutela del patrimonio scientifico nazionale formato, tra gli altri, dallo stesso Corsini, dal fisico Antonio Garbasso, dal principe Piero Ginori Conti e dal direttore delle Reali gallerie, Giovanni Poggi. Costituitosi a Firenze nel 1923, il Gruppo denunciò lo stato di degrado in cui versavano le collezioni in questione, smembrate e distribuite tra i diversi istituti universitari dopo l’Unità d’Italia. Il Museo divenne operativo subito dopo la Prima esposizione nazionale di storia della scienza tenutasi nel 1929 nel capoluogo toscano, sotto la supervisione di Corsini, che lo diresse fino alla morte nel 1961.

Nella lunga e ponderosa opera di restauro e di riordino delle collezioni, Corsini fu coadiuvato fin dal 1942 da Maria Luisa, la quale gli subentrò nella direzione proseguendone l’azione volta ad ampliare il patrimonio strumentario e librario. Già nel 1952, Maria Luisa si era messa in luce grazie alla pubblicazione del catalogo dell’esposizione del 1929, cui era seguita nel 1954 un’edizione critica di tutto il patrimonio del  Museo. Nello stesso anno venne nominata ispettore onorario per la ricerca e la conservazione dei documenti storici della scienza e della tecnologia nella provincia di Firenze; incarico poi esteso alla Toscana, indi a tutto il territorio nazionale. L’organizzazione dell’ottavo Congresso internazionale di storia della scienza tenutosi a Firenze nel 1956 fu un’ennesima occasione per mettere in luce le sue doti di conservatrice e di studiosa. Come direttore del Museo dal 1961, organizzò ulteriori eventi nazionali ed internazionali tra i quali si segnalano quello realizzato nel 1964 sul tema «Galileo nella storia e nella filosofia della scienza» nonché quello del 1969 dal titolo «Scienza e tecnica in Leonardo da Vinci».

Non a caso, la nascita della scienza moderna fu il suo principale terreno d’indagine non solo sotto il profilo strettamente museologico ma anche da punto di vista teorico e filosofico. Astronomia e fisica furono altresì al centro degli interessi che coltivò con il marito, l’astronomo Guglielmo Righini, direttore della specola di Arcetri, sposato nel 1965.

L’anno seguente la terribile alluvione che devastò Firenze danneggiando il suo patrimonio culturale compreso quello conservato al Museo, non la scoraggiò; anzi, intraprese immediatamente un’efficace azione a salvaguardia dei “suoi” cimeli che si protrasse pure dopo l’emergenza. Nel 1975 infatti riuscì ad ottenere dalle autorità l’ampliamento del Museo al secondo piano di palazzo Castellani, ove vennero sistemati gli oggetti recuperati dall’alluvione grazie alla collaborazione di specialisti anche stranieri.

Nel frattempo, Maria Luisa aveva proseguito altresì la carriera di docente universitario; ottenuta la libera docenza nel 1965 aveva insegnato storia della scienza presso l’Istituto di zoologia dell’Università di Firenze nell’anno accademico 1969-70; dal 1972 fu professore incaricato della stessa materia presso l’ateneo di Camerino.

Imponente fu la sua attività editoriale: oltre ad aver pubblicato più di un centinaio di lavori ha collaborato all’edizione della «Rivista di storia delle scienze mediche e naturali» dal 1943 al 1956; nel 1959 ha creato con Vasco Ronchi il periodico «Physis: rivista di storia della scienza» e fino al 1978 è stata membro del Comitato di redazione; mentre dal 1976 è stata primo direttore degli «Annali dell’istituto e museo di storia della scienza», una rivista internazionale da lei fondata nel medesimo anno.

Ha ricoperto numerosi incarichi nazionali ed internazionali: è stata vicepresidente dell’International union of the history and philosophy of science (IUHPS); membro dell’Académie internationale d’histoire des sciences; membro della Commissione per l’inventario mondiale degli apparecchi scientifici di interesse storico nonché della commissione bibliografica mondiale che afferisce alla IUHPS; consulente per l’Italia del Dictionary of scientific biography promosso dall’American council of learned societies.

È stata insignita di svariati premi e riconoscimenti fra i quali la Medaglia d’oro per la scuola la cultura e l’arte della Repubblica Italiana nel 1967 nonché la prestigiosa Sarton Medal nel 1979.

È deceduta a Firenze nel 1981. Due anni dopo, l’IMSS ha istituito una borsa di studio internazionale a lei intitolata in storia della strumentazione.