Quando avevo tutte le risposte mi hanno cambiato tutte le domande, al teatro La Claque, recensione di Daniela Domenici

Cambiare non è facile: questa potrebbe essere la sintesi di questo monologo di Raffaele Casagrande e Antonio Tancredi, il primo ne è stato lo splendido protagonista, il secondo l’accorto regista; è andato in scena, nonostante l’allerta meteo, al teatro La Claque lo scorso giovedì.

Casagrande interpreta un uomo, un’esistenza scontata, una moglie prevedibile e un po’ noiosa, un lavoro sempre uguale: questa è la condizione del protagonista. Come un lampo una memoria lontana di un uomo illuminato scuote la coscienza: da lì parte il nuovo progetto di vita. Lo sguardo torna a essere vivo così come l’emozione di vivere, di rinnovarsi, di smettere di sopravvivere. Dietro l’angolo lo aspetta il mostro della burocrazia, dell’interminabile rosario di nonsense da adempiere prima di realizzare il sogno…comunque vada sarà valsa la pena di averci provato.

Solo una sedia, una giacca e lui, Casagrande, che per settanta minuti ha ammaliato, emozionato e anche fatto sorridere il numeroso pubblico presente con la sua nota classe attoriale: Raffaele batte allerta arancione 200 (il numero degli spettatori e spettatrici presenti) a zero.