il volto della rinuncia, di Loredana De Vita

The Face of Renunciation

Vorresti non dover dire “no”, ma ci sono occasioni in cui non bisognerebbe essere messi nella condizione di dover dire “no”.

C’è un difficile equilibrio tra ciò che vorresti poter offrire e ciò che dalle circostanze (spesso economiche) sei obbligato a negare. Soffre chi riceve il rifiuto, ma di più soffre chi è costretto a imporlo.

Mi chiedo, allora, quale sia il vero volto della rinuncia; è vero quello di chi soffre per aver rinunciato o quello di chi soffre per aver imposto la rinuncia?

Sin da bambina ho dovuto imparare a rinunciare a molte cose, talvolta persino agli affetti, il che è stato più difficile. Sai, con gli oggetti da comprare, per quanto tu possa desiderarli, alla fine ti accorgi di poterne fare a meno e, sebbene in difficoltà nel paragone con gli altri, poi, però è proprio il loro stufarsi presto di tutto che ti dà la visione di quanto tu sia stata più forte.

Con gli affetti no, non funziona allo stesso modo. Quando gli affetti più cari ti tradiscono, allora temi di aver perso tutto, non solo quello che non potrai avere, ma anche quello che credevi di avere avuto.

Tuttavia, si va avanti. Sulla privazione si impara a scegliere poiché solo due sono le alternative, in realtà ce ne sono di più di certo, ma io ne vedevo solo due: avvilirti e abbatterti, oppure fare di necessità virtù. Io ho scelto la seconda.

Non è stato facile e talvolta, quando ripenso a certe storie, non nascondo di soffrire ancora, ma non ho rimpianti né rivendicazioni, ho semplicemente deciso di imparare a vivere in modo che le privazioni non mi annientassero né sminuissero, ma divenissero per me la forza per cercare l’essenziale, per distinguere ciò che conta davvero da ciò che non è che una sovrastruttura.

In una parola, ho cercato la libertà e l’ho trovata nelle persone non nelle cose, nella cultura non negli oggetti, nel pensiero non nelle consuetudini, nei legami profondi non nelle relazioni effimere. Così ho conosciuto e conquistato la mia libertà. Sono diventata libera.

Il volto della mia rinuncia è la gioia e il coraggio della mia libertà.