la maratona come metafora della vita, riflessioni di Joe Tried

Meraviglioso cuore, quello che ho voluto mettere davanti a tutto, quello che ha tagliato il traguardo per primo e quello che ha supportato la mia testa in questi mesi non solo di allenamento.
La maratona è la più bella metafora della vita. C’è una partenza, c’è una strada da percorrere a volte facile e a volte difficile, nascono amicizie vere, ci sono i compagni di avventura e c’è un traguardo da raggiungere che ti sei pre-fissato.Scegli un un’obiettivo, ti alleni per mesi, fai sacrifici, decidi cosa poter mangiare e cosa non poter bere, scegli il compagno d’avventura, o scegli di andare da solo dritto per la tua strada.Inizi a correre e nonostante in gara sei con altre persone, sei solo con te stesso quando devi iniziare a spingere. Ci sono dei tratti in pianura dove il fiato non ti manca ed altri più ripidi dove ti verrebbe voglia di fermarti e invece vai avanti perché devi raggiungere il tuo traguardo. Ci sono punti nei quali non ce la fai più, ti fermi e cerchi di non pensare a quanto ancora tu debba soffrire per raggiungere il tuo obiettivo, ma stringi i denti e vai avanti, manca così poco che non puoi abbandonare. Poi inizi a vedere il traguardo, l’ammiri da lontano e ogni tanto ti si annebbia la vista perché ti sembra di non raggiungerlo mai… e alla fine arrivi.
Hai raggiunto la meta, ciò che credevi di non raggiungere mai, adesso è realtà, avresti potuto anche non farcela ma sarebbe andata bene lo stesso: ce l’hai messa tutta! Dopo aver tagliato il traguardo cerchi subito con lo sguardo la partenza, ripensando a quanto hai fatto per essere arrivato dove sei, e pensi che non correrai mai più una maratona in tutta la tua vita, poi però pensi che davanti a te c’è un altro obbiettivo, e cosa fai? … dici “La prossima volta correrò per quello”.
E riparte tutto, perché pensi che la fatica è momentanea, ma la gloria dura per sempre, per cui ne vale la pena ripartire, ancora una volta, nonostante tutto. La vita o la maratona? Per raggiungere un obiettivo bisogna soffrire e impegnarsi duramente, so che nulla è dovuto e soprattutto scontato,so che non c’è nessuno che può correre per te anche se una buona compagnia e dei buoni amici sono fondamentali, so che bisogna credere in se stessi e non abbandonare mai. Ecco che questa filosofia ora è nella mia vita e non disperdo mai lo sguardo dal traguardo, perché con tenacia, ma senza fretta, i sogni si avverano, anche se i fallimenti ci sono, eccome se ci sono, ma servono a renderti più forte: io non me ne sono accorto ma il fatto di aver deciso per me sento sia stata la miglior cosa che mi potesse succedere nella mia vita.
Penso che la maratona e lo sport in generale siano una metafora della vita, perché come nella vita, praticando sport si segue un percorso, si procede con i dovuti ostacoli che nella vita sono i problemi e come i problemi aiutano a migliorarsi e a dare il meglio di sè per superarli, perché risolvere un problema è un cammino, è una ricerca, è una competizione con se stessi per cercare di dare il meglio, contro il proprio egoismo, contro i propri individualismi. E se avrai risolto tutti i problemi, andrai certamente avanti, nella corsa e nella vita.
Al traguardo di Firenze ho ritrovato una parte di me stesso.