tempesta (il bosco dei violini), di Adele Libero

E comparì la prima nuvoletta,
che quasi carezzava la collina
verde qual seta d’alberi brillante,
specie perfetta per forgiar violini,

Ma essa poi chiamò le amiche ancelle
ed ombre scure ornarono le zolle
morbide per nascondere la folla
di donnole e scoiattoli bambini,

Un lampo ! E forse il cielo si spezzava
in mille bacinelle trasparenti
a tormentare abeti e le betulle
a spezzar l’ali a tenere farfalle.

Quindi soggiunse il vento reclamando
la parte avita dei fragili tronchi
che sparsi dappertutto sul terreno
marcivano con il genere umano.

Più di cent’anni fu stregato il bosco,
nessuna fata lo svegliò dal sonno,
l’incanto dei violini fu zittito
e il canto in uno scrigno abbandonato.