Un sogno di vita, di D.H. Lawrence, a cura di Francesco Cappellini, Viadelvento edizioni, recensione di Daniela Domenici

Una delle rarissime prose ancora inedite in Italia, redatta nel 1927 e rimasta incompiuta, dell’autore de “L’amante di Lady Chatterley”, ambientata nei luoghi della sua infanzia vicini alla mitica foresta di Sherwood, che la casa editrice pistoiese ci propone con uno dei suoi deliziosi volumetti dal titolo “Un sogno di vita” perfettamente curato da Francesco Cappellini.

È un racconto magico, onirico, un sogno di vita, appunto, una prosa intrisa di pura poesia, un viaggio incantato nei luoghi amati dall’autore che si trasforma in un percorso interiore che fa risvegliare il protagonista in un tempo molto lontano e lì si trova, dopo tante avventure, a interagire con un uomo che gli dice “Non piangere! L’uomo è stato bambino così a lungo. Adesso cerchiamo di essere uomini…non è meglio qui?” e alla domanda sull’anno in cui si ritrovano gli viene risposto “lo chiamiamo l’anno della ghianda…lo chiameresti il 2927…” e più oltre “sei andato a dormire come una crisalide…poi ti sei risvegliato farfalla…perchè sei così spaventato di essere una farfalla?…ciò che ti viene dato accettalo…la vita non è un orologio” e il protagonista conclude dicendo “vero. Sono come una farfalla e vivrò solo per un attimo”: è una nuova consapevolezza che commuove e lascia chi legge in attesa di una prosecuzione che, purtroppo, non c’è stata e non se ne conoscono i motivi.

Come scrive nella postfazione il curatore in questo “tentativo” di racconto “troviamo molti tratti tipici della poetica e della complessa personalità dell’autore a cominciare dagli immancabili luoghi della sua infanzia, co-protagonisti…di tanti suoi romanzi e racconti…” che in questa prosa incompiuta acquistano una magia ineffabile.