sotto una buona stella, regia di Carlo Verdone, recensione di Daniela Domenici

In questi giorni di forzata clausura da virus, con le scuole e i teatri ancora chiuse/i qui a Genova, ho pensato di ottimizzare il mio tempo, oltre che leggendo e recensendo libri e books come faccio da anni quasi quotidianamente, guardando film su Amazon Prime Video e diventando quindi cine-recensora per quelli che incontrano il mio gusto.

Dopo “Confusi e Felici”, “Diverso da chi” e “Ma che bella sorpresa” oggi voglio raccontarvi “Sotto una buona stella”, un film del 2014 diretto da Carlo Verdone, che è anche coautore del soggetto e della sceneggiatura nonché coprotagonista con Paola Cortellesi.

E voglio iniziare tributando i miei più calorosi applausi virtuali e complimenti proprio a Paola Cortellessi, stupendamente brava nel ruolo di Luisa, la vicina di casa di Federico che prima si finge, in modo magistrale, un’idraulica rumena poi, man mano che si conoscono meglio, gli rivelerà quale sia la sua vera, difficile professione. Carlo Verdone è, come sempre, formidabile nel delineare un uomo che perde contemporaneamente il lavoro e la compagna Gemma, interpretata da Eleonora Sergio, e che si trova costretto ad accogliere in casa all’improvviso, per la morte della loro mamma e sua ex moglie, il figlio musicista Niccolò-Lorenzo Richelmy, la figlia traduttrice Lia-Tea Falco insieme alla sua piccola Aisha. Tutte queste novità stravolgono la quotidianità abitudinaria di Federico ma Luisa riuscirà, con la sua presenza, discreta ma costante, a fargli accettare non solo la presenza caotica e rumorosa di figli e nipotina ma anche la sua al suo fianco per unire le loro due solitudini dopo la partenza dei ragazzi per Londra.

Leggo che Paola Cortellesi ha vinto, nel 2014, sia il Davide di Donatello che il Nastro d’Argento che il premio Flaiano come miglior attrice protagonista: bravissima!!!