scusate se esisto, regia di Riccardo Milani, recensione di Daniela Domenici

In questi giorni di forzata clausura da virus, con le scuole e i teatri ancora chiuse/i qui a Genova, ho pensato di ottimizzare il mio tempo, oltre che leggendo e recensendo libri e books come faccio da anni quasi quotidianamente, guardando film su Amazon Prime Video e diventando quindi cine-recensora per quelli che incontrano il mio gusto.

Dopo “Confusi e Felici”, “Diverso da chi”, “Ma che bella sorpresa”, “Sotto una buona stella” e “Nessuno mi può giudicare” oggi vi voglio parlare di “Scusate se esisto”, un film del 2014 per l’ottima regia di Riccardo Milani in cui ho ritrovato come splendidi protagonisti Paola Cortellesi e Raul Bova.

La sceneggiatura di Giulia Calenda, alla quale, vanno i miei primi calorosi complimenti, è ispirata a una storia vera, quella dell’architetta Guendalina Salimei che ha creato un progetto per riqualificazione del Corviale, un quartiere nella periferia sud ovest di Roma.

E una superlativa Paola Cortellesi dà corpo e anima a quest’architetta che nel film si chiama Serena, appassionata, competente, intransigente sul lavoro e fragile e insicura nella vita privata. Per questo ruolo ha vinto il David di Donatello nel 2015 e ha avuto la nomination al Nastro d’Argento.

Coprotagonista un formidabile Raul Bova che impersona Francesco, che gestisce un ristorante e diventa il suo migliore amico e collaboratore. Francesco si è separato per la sua omosessualità e ha un figlio, non ha ancora un compagno fisso ma spera nel grande amore.

Tra i/le tanti/e coprotagonisti/e applausi e complimenti virtuali a Pietro Fortuna nel ruolo di Pietro, collega architetto di Serena e innamorato di lei, a Lunetta Savino che interpreta Michela, la segretaria innamorata e succube del capo, il dott. Ripamonti, un formidabile Ennio Fantastichini, bravo anche Marco Bocci nel ruolo di Nicola, innamorato di Francesco.