accadde…oggi: nel 1882 nasce Melanie Klein, di Samuele Corona

La teoria dello Sviluppo di Melanie Klein

Melanie Klein è stata una delle più influenti psicoanaliste del mondo. Nacque a Vienna nel 1882 come Melanie Reizes, ultima di quattro figli. A ventun anni sposò Arthur Klein, con cui ebbe tre figli. Dal 1910 al 1919 la famiglia visse a Budapest.

Melanie Klein aveva perso una sorella a cinque anni e poco dopo un fratello. Queste perdite, che la Klein rivisse intensamente quando suo figlio maggiore morì in un incidente, probabilmente spiegano la storia depressiva che colorò la sua vita e contribuirono alla sua sensibilità per la posizione depressiva.

Le sue depressioni croniche la indussero a mettersi in cura con Ferenczi. Nel 1921 si separò dal marito e visse coi figli a Berlino. La separazione fu sancita dal divorzio nel 1923. Karl Abraham divenne l’analista della Klein e le fu di grande sostegno per il lavoro sull’analisi dei bambini.

Abraham morì nel 1925, e Melanie Klein si trasferì a Londra nel 1926 su invito di Ernest Jones, continuando là la sua opera clinica e teorica fino alla morte, nel 1960, all’età di 78 anni. Melanie Klein fu attratta dalle idee freudiane su oggetti, colpa, angoscia, fantasia e istinto di morte, concetti che rielaborò in una teoria sull’aggressività infantile.

La direzione che impresse diede un’importanza nuova allo studio dello sviluppo infantile e spianò la strada al lavoro psicoanalitico con gli psicotici. La tecnica di gioco che escogitò per i bambini servì a scoprire un ricco mondo interno del bambino, popolato da oggetti parziali e personaggi fantastici. Scoprì le fantasie, le angosce e le difese inconsce primitive.

Nel trattamento dei bambini, la Klein si rese conto che non è la relazione del paziente con i genitori reali che viene trasferita sull’analista, ma la relazione con figure fantastiche interne, i genitori interni. Di qui passò a mettere in risalto l’importanza delle relazioni con gli oggetti interni infantili nello sviluppo normale e patologico di bambini e adulti.

La formazione del Super-Io, secondo la studiosa, comincia molto prima di quanto si ritenesse in origine, e gli impulsi aggressivi conducono alle costellazioni descritte come posizione paranoide-schizoide e posizione depressiva e a difese maniacali contro l’angoscia.

Le due posizioni rappresentano un passo concettuale al di là dei modelli ontogenetici fissi delle fase istintuali di Freud. La supposta coesistenza di fasi diverse di sviluppo psicosessuale è una contraddizione di termini. Tuttavia è possibile che varie relazioni oggettuali si combinino o si alternino nella stessa persona.

La Klein ha sostituito il concetto di fase con quello di relazione oggettuale, e le sue posizioni fanno riferimento a un misto di pulsioni, difese e relazioni con oggetti espresse in un comportamento con sfumature affettive.

Anche se è vero che le posizioni paranoide-schizoide e depressiva possono essere considerate fasi di sviluppo, il termine posizione mette in rilievo che i fenomeni descritti non sono semplicemente manifestazioni di una fase passeggera ma piuttosto una configurazione specifica delle relazioni oggettuali, delle angosce e delle difese che persiste per tutta la vita.

La posizione depressiva non si sostituisce mai pienamente alla posizione paranoide-schizoide; l’integrazione conseguita non è mai completa e le difese conro il conflitto depressivo determinano la regressione a fenomeni paranoidi-schizoidi, e quindi l’individuo può oscillare tra le due in qualsiasi periodo.

Le formulazioni di Melanie Klein sono state criticate sulla base del fatto che, anche se esposte in termini teorici, in realtà sono un misto di idee cliniche e teoriche che la Klein riteneva potessero essere applicate direttamente nel lavoro clinico.

In particolare vi sono state obiezioni alla sua affermazione che il transfert negativo e gli impulsi aggressivi-distruttivi dei pazienti, bambini e adulti, possono e devono essere affrontati immediatamente alla loro comparsa senza ripercuotersi sullo sviluppo di un’alleanza terapeutica.

Vi sono controversie anche sulle seguenti idee della Klein: 

  • Il concetto di istinto di morte innato e la sua espressione infantile sotto forma di invidia
  • Le enormi conoscenze innate attribuite al neonato
  • L’osservazione concentrata sullo sviluppo intrapsichico nel primo anno di vita con la relativa trascuratezza degli sviluppi successivi dell’Io e del Super-Io
  • Le tecniche vengono applicate a tutti i livelli di patologia, concentrandosi quasi esclusivamente sui fenomeni transferali, minimizzando la realtà
  • Le interpretazioni premature, approfondite delle fantasie inconsce trascurano l’analisi del carattere
  • L’opinione che il gioco dei bambini possa essere considerato l’equivalente delle associazioni libere dell’adulto
  • Le idee di Melanie Klein avevano una corrispondenza molto stretta con quelle espresse da Ernest Jones e da altri membri della British Society, soprattutto rispetto all’importanza attribuita alle determinanti pregenitali e innate in contrapposizione all’influenza dello stress ambientale, rispetto allo sviluppo infantile della sessualità femminile e al ruolo dell’aggressività nell’angoscia.Intorno al British Institute crebbe un cosiddetto gruppo kleiniano, ma le teorie kleiniane, sullo sviluppo nella primissima infanzia di fantasie organizzate e processi mentali, sono rimaste controverse, soprattutto dopo che si trasferì a Londra dove regnava Anna Freud, le cui opinioni erano alquanto diverse.Vi fu moltissima rivalità tra queste due esperte di analisi infantile. Il gruppo del British Institute non si è ancora formalmente diviso, ma le differenze tra i seguaci di Melanie Klein, i seguaci di Anna Freud e un gruppo intermedio (gli “Indipendenti”) sono nettamente demarcate.L’istituzione e la perpetuazione della scuola kleiniana vengono spiegate in parte dal numero di leader carismatici che ne fanno parte, a cominciare dalla Klein stessa. Dal British Institute la sua influenza si diffuse principalmente in Europa e in Sudamerica. I pazienti (bambini e adulti) della Klein e dei suoi seguaci, a giudicare dalle opere pubblicate, avevano disturbi gravi, v’erano anche psicotici.

    Le sue idee hanno dunque contribuito a capire un gruppo di pazienti gravemente malati relativamente trascurati dagli analisti non kleiniani. Inoltre la Klein ha seguito con maggiore assiduità degli altri analisti le sorti delle pulsioni aggressive e il suo approccio ha avuto l’effetto, per molti analisti, di ritornare ad occuparsi delle profondità dell’inconscio, delle profonde pulsioni e dei meccanismi mentali primitivi, in opposizione alla tendenza alle astrazioni della psicologia dell’Io.

    Sotto l’influenza di Heinz Hartmann, Ernst Kris, Rudolph Loewenstein e David Rapaport, la psicologia dell’Io negli Stati Uniti d’America ha avuto maggiore potere di attrazione. La dedizione di Melanie Klein al suo lavoro nel campo della psicoanalisi è stata una caratteristica fondamentale.

    Ambiziosa, molto intuitiva, coraggiosa, onesta, non si concedeva compromessi sul lavoro ed era ostinata a difenderlo. La sua era una personalità potente che imponeva un rispetto quasi universale.