Primo, di Maria Masella, Fratelli Frilli editore, recensione di Daniela Domenici

Se l’avessi letto quando non ero ancora diventata cittadina zeneise probabilmente non l’avrei apprezzato allo stesso modo; invece me ne sono innamorata non solo perché è un giallo genovese doc ma anche per lo stile di scrittura superlativo.

Complimenti di vero cuore a Maria Masella che riesce a tenerci con il fiato sospeso fino alla fine perché tre omicidi, apparentemente non legati tra loro, daranno del filo da torcere al commissario Antonio Mariani, al suo primo incarico importante appena rientrato nella sua Genova, e al suo formidabile aiutante Anselmi, insieme continueranno con caparbietà a scandagliare e a sondare fino a che troveranno il fil rouge.

Genova, in questo libro di Masella come in tutti gli altri, è la Protagonista con la P maiuscola; l’autrice la conosce profondamente e riesce a trasmetterci il grande amore che prova per la sua (e ormai anche mia) città ambientando ogni azione del commissario Mariani e dei/lle tanti/e coprotagonisti/e nei suoi carruggi, nelle sue piazzette e in tutti quegli angoli che la rendono unica…superba.

E ora una standing ovation per il suo stile narrativo, asciutto, secco, senza fronzoli come sono le persone di Zena (che però sanno poi accoglierti con calore…), fatto di frasi brevi, dal ritmo velocissimo, di numerosi dialoghi intervallati a momenti di narrazione; non si riesce a distaccarsene perché è troppa la voglia di scoprire quali siano i percorsi mentali del commissario, aiutato anche da Francesca, che lo portano a ricomporre il puzzle con i tanti input disseminati sul suo cammino e la soluzione dei tre casi ribalterà le ipotesi precedenti, caldeggiate dal questore Serra che non approva i metodi di Mariani.