Le bugie della notte, di Maurizio Blini, Fratelli Frilli editori, recensione di Daniela Domenici

Le bugie della notte…della mente, ecco, arricchirei così il titolo di questo affascinante giallo di Maurizio Blini perché la mente ha delle zone buie come la notte in cui si racconta delle bugie così come accade ai due protagonisti di questa storia che provano a mettere in scacco la polizia, ognuno a modo proprio, con le rispettive bugie e non sarà facile per gli investigatori Alessandro Meucci e Maurizio Vivaldi uscirne vincitori.

I primi complimenti vanno allo stile narrativo di Maurizio Blini che utilizza l’escamotage, ottimo, di inserire pagine del diario di uno dei due protagonisti e di proporci capitoli brevi e incisivi in cui segue, in parallelo, le mosse di tutti, perché sono “due storie che scorrono senza mai incrociarsi, legate però da un fatale intreccio di menzogne, dissimulazioni, millanterie e inganni” (dalla sinossi in seconda di copertina).

Torino è una splendida coprotagonista, non solo il setting della storia, e viene descritta in alcuni suoi angoli da persona innamorata della propria città.

Un altro elemento che caratterizza in positivo questo libro è il mettere in luce il grande lavoro che fanno le nostre forze dell’ordine, nello specifico qui la polizia, sottolineandone i naturali momenti di sconforto di alcuni suoi elementi di fronte a episodi apparentemente inspiegabili e irrisolvibili ma anche la determinazione nell’utilizzare tutti i mezzi a loro disposizione, in questo caso quelli informatici, per arrivare alla soluzione del caso: complimenti all’autore!