buon viaggio, grande uomo, di Antonietta Villano

ieri Ezio Bosso ci ha lasciato.
Lui era uno di noi. Uno che ha conosciuto la sofferenza e se n’ è servita per riscattarsi e abbatterla attraverso le note musicali. Ecco, secondo me è proprio così che nasce un Artista.
Non è molto semplice spiegarlo, ma ci provo.
Secondo me è proprio la sofferenza la chiave che apre molte porte. Ora ho capito cosa intendeva quando ci parlava delle 12 CAMERE, ( e ne ha fatto un brano stupendo).
Ogni camera ha una porta e la prima è quella che vorresti chiudere subito perché ti fa entrare in una realtà dura, che non vuoi accettare per paura che gli altri non ti accettino, e fai tu il primo passo: ti nascondi da solo per non permettere agli altri di farlo. Allora sei solo con te stesso che soffri, ti senti una vittima e ti grogioli in questa solitudine. Nessuno deve entrarci, perché nessuno può fare nulla per te.
Poi , tra una porta e l’altra, acquisti una forma di consapevolezza e ti scrolli di dosso questa corazza impenetrabile.
Hai necessità di aria nuova, ma sai che da solo non puoi prenderla ed usi dei surrogati che ti danno la stessa sensazione dell’aria fresca. Scrivi, disegni, canti, leggi,
Ti riinventi per non affogare .
Provi così piacere di quella scelta, che ti senti appagato. Stai materializzando il tuo dolore e……ti riesce cosi bene che lo puoi dominare attraverso le tue ispirazioni che sul momento non ti hanno schiacciato, ma ti hanno fatto risorgere.
Questa è una riflessione che sento perché l’ho provata sulla mia pelle. Non sono diventata un’artista, ma per fortuna sono stata distratta da tante altre cose che mi hanno fortificata.
Avrei voluto essere come Ezio che attraverso le note, esprimeva le sue emozione e le esprimeva così bene che la sua musica era anche la mia, la nostra.
Questa giornata la dedico a te, Ezio. Devo ascoltare tutto di te.
Buon viaggio GRANDE UOMO.