Ventimiglia riviera dei fuochi, di Achille Maccapani, Fratelli Frilli editori, recensione di Daniela Domenici

È la terza indagine del capitano Roberto Martielli, come leggo in terza di copertina, che l’autore Achille Maccapani ha ambientato nell’estremo ponente ligure, a Ventimiglia che diventa, come recita il sottotitolo, una “terra dei fuochi” perché in vista delle elezioni amministrative per il nuovo sindaco iniziano una serie di incendi dolosi che colpiscono locali pubblici e autovetture e che hanno tutte come unico denominatore la guerra interna tra i gruppi di ‘ndrangheta per riconquistare la città.

Questa nuova indagine è strettamente legata alle due precedenti e infatti ci sono continui rimandi nelle note a piè di pagina; anche questa volta il capitano Martielli è affiancato dalla magistrata Viviana Croce la quale condurrà, con competenza e autorevolezza, il grande processo “Ponente pulito” sul sistema di potere occulto delle mafie grazie anche alle rivelazioni di un pentito.

In un mondo totalmente maschile, sia quello del sottobosco malavitoso che quello dei rappresentanti dell’ordine e della legalità che quello di sindaci ed ex, Maccapani delinea due figure di donne molto interessanti, ognuna nel proprio campo. Una è la succitata Viviana Croce, l’altra è Elisa, una giovane che prima lavorava in uno dei locali dati alle fiamme e che poi decide di collaborare con le forze dell’ordine raccontando tutto quello che ha visto e che sa.

Martielli e Croce provano insieme, nel loro piccolo, a riportare un po’ di giustizia in un ponente ligure martoriato facendo anche alcune scelte coraggiose in attesa della prossima avventura che ne siamo certe/i, l’autore sta già preparando.