restiamo a guardare, di Loredana De Vita

We Just Watch

Restiamo a guardare con indifferenza le cose che ci accadono attorno come se non ci appartenessero, come se stessimo guardando un film di cui non siamo né attori né registi e del quale, in fin dei conti, ci interessa ben poco.
Restiamo a guardare e spesso a filmare una memoria che diventerà “social”, ma della quale non ci interessa molto se non l’attimo della pubblicazione più che della ripresa dello squallore di cui siamo stati testimoni passivi.
Restiamo a guardare un uomo, o una donna, che picchia il suo bambino con eccesso di “zelo” perché non sappiamo dare alle cose il loro nome, nel caso “violenza”, perchè, in fondo, non sono fatti nostri… eppure li stiamo a guardare e a registrare con i nostri super accessoriati smart phone. Che c’entra, si dirà, non sono fatti nostri! Eppure, quell’uomo, o quella donna, picchiano con violenza un bambino come fosse un cane o, il che per noi è ormai lo stesso un cane come se fosse un bambino. Tanto, la misura della violenza è l’azione da filmare, non l’oggetto vittima che la riceve, in quanto è facile estraniarsi da motivi che non ci riguardano, che non vogliamo ci riguardino.
Restiamo a guardare mentre una donna si dà fuoco e l’unica azione che sappiamo compiere (tranne un solo eletto) è quella di filmare il segreto di quel fuoco che arde fino a morte la carne viva di una donna che muore. Già, saranno fatti suoi! Questo l’umore che circola nella totale indifferenza di coloro che rinnegano la necesssità di essere presenti (di farsi presenti), ma non rinunciano a registrare il macabro che per un attimo renderà famoso e richiesto e più guardato il nostro video sul primo o l’ultimo dei social… fino al prossimo video.
Restiamo a guardare, come se fossimo indifferenti, come se l’osservare senza intervenire potesse tutelarci mentre ci autorizza a lasciare prove concrete di tanto orrore che ci circonda senza che, oltre un mosero filmato, sappiamo agire da esseri umani che si relazionano e intervengono e si danno da fare per sopprimere i rischi non solo per se stessi.
Restiamo a guardare, convinti di salvaguardarci, ignari che la nostra indifferenza e slealtà senza acume è la ferita peggiore che si possa infliggere a se stessi e al proprio tempo.