Thomas Mann, Tonio Kröger, recensione di Loredana De Vita

Thomas Mann: Tonio Kröger

Il racconto lungo Tonio Kröger (BUR, 2016) di Thomas Mann è una storia che conquista da molteplici punti di vista poiché attraverso una storia con evidenti riferimenti autobiografici, l’autore guida il lettore lungo un percorso di formazione umana e culturale che non appartiene, però, al solo autore.

Difatti, la storia di Tonio Kröger, può essere considerata come un racconto di formazione, un racconto, cioè, che accompagna la vita del protagonista dall’infanzia all’adolescenza fino all’età adulta. Ciò che in questa narrazione è particolarmente evidente, è una sorta di ciclicità cui il protagonista, Tonio Kröger, è legato e grazie alla quale può comprendere e accettare il suo mondo di artista e di uomo.

È la storia di un ragazzino, poi, adolescente, poi uomo che sente di essere inadatto alla narrazione comune delle persone, sente il dolore di essere diverso per interessi, ma anche per la sua fisicità che lo contrappone agli altri due personaggi del romanzo che rappresenteranno la sua passione ma anche la delusione più grande: Hans, l’amico; Inge, la ragazza di cui è innamorato non corrisposto.

La ciclicità della narrazione, rappresentata dal ritorno sui luoghi di origine (dove non viene riconosciuto) e dall’incontro con Hans e Inge (dai quali non viene riconosciuto) offre a Tonio Kröger la possibilità di ritrovare nel suo isolamento la natura stessa della sua arte che non è quella di un uomo borghese come sembra suggerisci la sua amica pittrice, Lisaweta, ma di un uomo che vuole amare la vita nelle sue espressioni più semplici priva dei luoghi comuni cui i più si assoggettano facilmente.

Di grande interesse è anche la visione sull’arte e sugli artisti che Tonio Kröger conduce nel suo dialogo con Lisaweta, una visione intima, solitaria, complessa, ma profondamente umana.

Il simbolismo della luce sembra, inoltre, offrire al lettore una pista per scandagliare il sentito dell’autore nel suo ritornare alle origini, la luce della fiammella della guida, la luce della nave nel buio della notte stellata, l’alba rosea dell’ultimo incontro con Hans e Inge.

Il linguaggio è musicale. Tonio Kröger si potrebbe leggere ad alta voce e sentire vibrare le corde emotive del protagonista e dell’autore che toccano fin nel profondo il lettore attento e partecipe.