Barbara e altri racconti inediti, a cura di Vincenzo Ruggiero Perrino, Via del vento edizioni, recensione di Daniela Domenici

Un altro libriccino gioiello della casa editrice pistoiese Via del Vento questo che contiene cinque brevi storie inedite del grande drammaturgo tedesco Bertolt Brecht che appaiono per la prima volta tradotti in italiano.

Sono brevissime e alquanto surreali; una delle cinque dà il titolo alla raccolta, le altre s’intitolano “Storia di una nave”, “la rivelazione”, “La risposta” e “Gaumer e Irk”. Queste cinque storie appartengono a periodi diversi e hanno, di conseguenza, stili e ispirazioni differenti.

In “Storia di una nave” si rivela quell’arguzia brechtiana per la quale i personaggi traggono vantaggio anche nelle situazioni più spiacevoli e meno umane e appare anche, in nuce, colui o colei che si sacrificano per il bene della collettività.

In “La rivelazione” ha molto peso la claustrofobia del protagonista, Apfelbock, soggetto di una poesia brechtiana di quel periodo, che ritroviamo anche in un’altra lirica “Il salmo”

“La risposta” richiama gli itinerari di ricerca interiore, tipici della cultura orientale, che sarà molto importante nell’età matura di Brecht. Una novità rispetto alle precedenti opere brechtiane è che il personaggio femminile è più positivo di quello maschile.

“Barbara” ha delle consonanze con alcune opere teatrali di Brecht, “Baal” per esempio. La coppia dei protagonisti somiglia ad alcune celebri coppie comiche dei film sia per il contrasto fisico che caratteriale.

“Gaumer e Irk” ha un’atmosfera molto kafkiana per gli incubi che portano a una dimensione distorta e allucinata e provocano una crescente angoscia anche se l’inizio può sembrare quasi clownesco.