accadde…oggi: nel 1840 nasce nasce Ersilia Caetani Lovatelli, di Miriam Focaccia

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Ersilia nacque a Roma il 12 ottobre del 1840 da Michelangelo, principe di Teano poi duca di Sermoneta, e da Callista Rzewuska, di nobile famiglia polacca. L’interesse per gli studi e l’apertura alle culture europee che la giovane respirava in casa furono alla base della sua educazione. L’insegnamento del latino, del greco e sanscrito ricevuti fin dal 1867 da Ignazio Guidi, oltre l’amicizia degli intellettuali amici di suo padre e frequentatori del palazzo di famiglia, in particolare illustri archeologi e storici dell’epoca, influenzarono profondamente la sua formazione, contribuendo a farne una fine studiosa di monumenti figurati e di epigrafi. Ersilia, che conosceva bene le lingue e le letterature straniere, cominciò ben presto a leggere e applicarsi sui libri della biblioteca di famiglia a proposito soprattutto di Roma antica.

Assai giovane la Caetani, che nel 1859 aveva sposato il conte Lovatelli, iniziò ad occuparsi attivamente di archeologia ed epigrafia, prendendo parte a scavi effettuati a Roma e partecipando ad escursioni e missioni di scavo sia in città che fuori. Iniziò altresì ad intrecciare relazioni scientifiche con i maggiori antichisti del tempo residenti a Roma. Nel 1864 venne infatti eletta membro onorario dell’Istituto di corrispondenza archeologica di Roma.

Dopo il 1870 i suoi legami di amicizia e di studio si allargarono e si moltiplicarono, coinvolgendo anche molti esponenti del mondo politico e letterario dell’Italia unita: fu, a partire da allora, che le riunioni di amici ed estimatori, o di semplici curiosi, che si tenevano ormai periodicamente nel suo salotto in palazzo Lovatelli, assunsero via via un significato sempre più importante.

Nel 1878 diede alle stampe il suo primo articolo nel «Bullettino » della Commissione archeologica del comune di Roma, dal titolo La iscrizione di Crescente auriga circense, dedicato all’illustrazione di un’ara funeraria del II secolo d.C. e da poco scoperta nella capitale.

L’anno seguente Ersilia perse il marito, dal quale aveva avuto una figlia, Callista, che le rimarrà vicina per tutta la vita curando altresì l’edizione postuma delle sue opere.

Se, in una prima fase della sua produzione, la Caetani aveva acquisito una vera competenza nel trattare argomenti di archeologia minore e di epigrafia privata; in una successiva e diversa fase, a partire dalla seconda metà degli anni ’80, cominciò a collaborare con riviste di carattere letterario, quali la «Nuova Antologia» o il «Fanfulla della Domenica», cui destinò sempre più frequentemente articoli divulgativi destinati ad illustrare usi e costumi del mondo antico e, in particolare, romano.

Sempre nello stesso periodo il suo salotto si aprì a nuovi ospiti, accogliendo anche letterati e poeti di fama quali, per esempio, Giosuè Carducci e Gabriele D’Annunzio.

Negli ultimi anni della sua attività Ersilia si dedicò ad argomenti di topografia romana antica e medievale, come si evince dalla sua ultima raccolta di saggi, Aurea Roma, pubblicata nel 1915.

Esperta bibliofila, raccolse una ricca biblioteca di oltre 6000 pezzi che lasciò in eredità, insieme alle scaffalature originali, all’Accademia dei Lincei, dove è tuttora conservata. Presso la Fondazione Caetani a Roma, sono invece conservati suoi ritratti e fotografie originali, oltre che tutto l’archivio della famiglia Caetani.

Ella fu, inoltre, l’editrice dei propri scritti che, con pazienza e scrupolosità, curava sia a livello di correzione topografica, sia nella scelta dei fregi e nella ricerca attenta di stampe antiche da cui trarre le figure. Ogni singolo scritto doveva apparire simile «a piccole pietre incise da antico bulino, incastonate in cornici di sobrio e perfetto lavoro» [Rizzo, 1926, p. 258].

Ersilia si spense nel suo palazzo di Roma il 22 dicembre del 1925.