epifania, di Loredana De Vita

Epiphany

Sarebbe bello poter davvero conservare l’innocenza dei bambini e pensare che davvero quei piccoli doni, le leccornie e gli scherzi della calza siano opera di una bisbetica, brutta, ma attenta signora che nella magia della sua scopa porta via con sé gli ultimi resti dell’anno passato. Non è così, ciò che è stato resta, e deve, poiché anche nelle esperienze negative e dure, anzi, di più proprio da quelle, si impara la lezione più importante, di quanto sia unica la nostra vita. Purtroppo, molti restano sordi e ciechi dinanzi a questo insegnamento, forse è per questo che ogni anno di più il cipiglio della vecchia signora si fa più severo.

Se non spazziamo via i nostri egoismi, le falsità, la protervia claustrofobica degli ottusi, la vecchia madame non potrà spazzare via le briciole di ciò che abbiamo distrutto. Con pazienza e perseveranza, la vecchia signora in casa mia, cioè io, cerca di seminare sorrisi lì dove c’è tensione, carezze, lì dove c’è inquietudine, parole di bene, lì dove l’ansia per il futuro potrebbe oscurare la gioia dell’essenziale.

Ecco, che Epifania (dal greco επιφαινω, mostrare, presentare) sia davvero la manifestazione del bello e del buono nascosto, spesso sepolto nel cuore di ciascuno e che sia, soprattutto, una rotta per il nuovo tempo… manifestarsi, presentarsi, essere reali, scoprire l’innocenza e la realtà. Ciao, buona signora Befana, buon viaggio di ritorno al tuo mondo di favole e che la grinta del tuo agire sia balsamo per la nostra destinazione. Buona Epifania a tutti!