accadde…oggi: nel 2016 muore Carla Cerati, di Daniela Ambrosio

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Ci sono le proteste giovanili, quelle degli operai fuori alle fabbriche, ma c’è anche la città che cambia volto, la costruzione della metropolitana, le vetrine dei grandi magazzini, la gente che si diverte. La Cerati passa con disinvoltura dalle foto delle manifestazioni studentesche a quelle dei vernissage patinati, dalla violenza degli anni di piombo, al glamour della Milano da bere. È una donna – e una fotografa – dalle mille anime, capace però di cogliere con la sua grande sensibilità i soggetti su cui posava lo sguardo. E il libro-documento Morire di Classe, in cui testimonia con i suoi scatti la situazione drammatica dei manicomi italiani ne è una prova. Realizzato in collaborazione con Franco Basaglia, questo progetto è sicuramente una delle esperienze più importanti di tutta la sua carriera, nonché una testimonianza fondamentale della realtà manicomiale di quegli anni. ‘Fotografare’, affermava la Cerati, ‘ha significato la conquista della libertà e anche la possibilità di trovare risposte a domande semplici e fondamentali: chi sono e come vivono gli altri?’. Quella di raccontare gli altri per Carla era una vera e propria necessità. In particolare quando c’era da raccontare la disperazione, il malessere, l’ansia del cambiamento.