Delitto al Festival di Sanremo, di Achille Maccapani, Fratelli Frilli editori, recensione di Daniela Domenici

Nella scuderia della Fratelli Frilli editori è nato un nuovo commissario, Francesco Orengo, grazie alla penna di Achille Maccapani che ha ambientato la sua prima indagine nel tempio del festival di Sanremo, il teatro Ariston.

Orengo è tornato da poco, dopo vari anni, nella sua amata Liguria e in particolare al commissariato di Sanremo. Nella serata finale del festival avviene l’omicidio di un industriale, apparentemente inspiegabile, il killer non ha lasciato tracce ma il commissario con la sua formidabile squadra, molto affiatata, riuscirà a dipanare l’intricata matassa che porterà, dopo indagini serrate e accurate, a mandanti ed esecutori che niente hanno a che fare con la città dei fiori.

Orengo dovrà anche fronteggiare l’ostilità del questore e gli attacchi di una parte della stampa che non accettano la sua nomina e non apprezzano il suo modo di procedere, sarà però sempre supportato dalla stima e dall’affetto dal suo vice, l’ispettore capo Dario Canevari, riscoprirà le sue origini legate a un paese dell’entroterra, Castel Vittorio, dove ritroverà anche una cara amica, Martina, che gestisce un ristorante insieme alla madre Patrizia.