Morte a Porta Venezia, di Mauro Biagini, Fratelli Frilli editori, recensione di Daniela Domenici

Terza indagine per Delia, la formidabile magliaia milanese di Porta Venezia di cui mi ero già innamorata grazie alla penna di Mauro Biagini e che ho ritrovato in questa nuova storia nella quale collabora, ancora una volta, con il commissario, e amico, Attilio Masini il quale anche grazie alle sue intuizioni e alle sue riflessioni riesce a risolvere un caso alquanto complicato di duplice omicidio.

Bravissimo l’autore a caratterizzare anche in questa nuova storia il quartiere rainbow di Porta Venezia, che immagino conosca molto bene, con i/le suoi/e abitanti e con le loro attività commerciali alle prese con le prime misure di sicurezza del lockdown dell’anno scorso; anche Delia si è dovuta adattare a questa nuova situazione ma nonostante ormai viva dentro la sua bottega non perde d’occhio il suo quartiere che, seppur molto più deserto per la pandemia, è comunque sempre pieno di incontri e di spunti.

Molto ben descritti i/le vari/e protagonisti/e da Bianca ad Alicia, da Mirco a Ludovico, da Angela a Cristina a Umberto, ognuno/a di loro emerge nella propria individualità, tutti/e possono essere colpevoli, tutti/e hanno motivi, tutti/e più o meno mentono e sarà difficile per il commissario Masini arrivare alla soluzione, menomale che c’è Delia che nonostante il lockdown ha innata l’anima della detective…