A Liliana Segre, corsa in aiuto di Zaki, composizione di Adele Libero

Lo so, lo sento che ho parole scarne,
non sono adatte a farti capire,
quel che riserba per te il mio cuore,
quella tua comprensione del dolore.

Tu che vivesti, bimba, in un inferno,
non hai scordato quelle amare spine,
ed ora voli in aiuto materno
di chi prova una pena senza fine.

Uno strazio che nasce da bugie,
da chi nasconde il sasso nella mano,
senza esitare e lo lascia marcire
al buio di quel carcere egiziano.

Che si spenga stasera ogni stella,
che smetta di salire l’acqua al fiume,
finchè non torna alla vita bella,
quell’innocente che non ha più lume.