madre, di Nuccia Isgrò

Ti ho guardato camminare,
ignara dei miei sguardi.
Avanzavi lentamente,
i piedi stanchi,
come se ogni passo
nuovo dolor recasse.
La testa china,
le spalle curve,
lo sguardo a terra
ad evitar ostacoli,
o forse, smarrita nei ricordi.
Col cuor in una morsa stretto
Ho rivissuto la vita tua …
quando tu, indomita madre,
per amor, nulla ti fermava.
All’improvviso
percepisti la presenza mia.
Con un sorriso,
nascosto il tuo patire,
le braccia tue apristi.
Ad un tuo cenno,
dolcemente,
sul tuo cuor trovai rifugio
per lenir l’angoscia mia ,
proprio come allor.