quelle vie con nomi di donne

Quelle vie con nomi di donne – Radio Monte Carlo

E’ sotto gli occhi di tutti, ma raramente ci si fa caso: vie e piazze italiane portano soprattutto i nomi di grandi personaggi. Maschili. Artisti, eroi del Risorgimento, inventori, sovrani. Molte altre strade prendono il nome da eventi storici o località del mondo. Non mancano fiori, piante e animali. Ultimi, in questa lista, i nomi di donne celebri: su 100 nomi di vie, quelli femminili sono appena 8. E, in questa esigua cerchia, si tratta principalmente di sante, martiri e regine. Come se le donne non fossero anche artiste, politiche, scienziate.

Adesso, è vero che la parità di genere è fatta anche di battaglie per equo salario, eque opportunità, equa rappresentanza: ma un paese che già nelle sue strade (e dunque nella vita di ogni giorno, sotto gli occhi di tutti, nell’organizzazione minima del quotidiano) vede una massiccia preponderanza di nomi al maschile rischia di trasmettere sottotraccia una visione anacronistica della donna e delle sue capacità.

Nomi al femminile dunque nelle nostre vie: e dei piccoli passi finora sono stati compiuti, anche se in modo randomico. A fare notizia è stata però una località della Sardegna. A Guspini, nel Medio Campidano, le vie di un’intera zona sono state intitolate a personaggi femminili, da un’idea dell’imprenditrice Daniela Ducato, che ha anche dichiarato: «Dare un nome alle cose, ai luoghi, aiuta a restituire identità, e a ritrovarsi. La toponomastica no gender gap si può fare ovunque, non costa, è solo una scelta». Così, le vie adesso hanno il nome di Maria Lai, la straordinaria artista sarda che utilizza fili, stoffe e materiali poveri per le sue poetiche creazioni; di Eva Mameli Calvino, che è stata matematica e botanica; di Grace Murray Hopper, che ha aperto le strade  della programmazione informatica; di Elvira Notari, prima donna italiana a darsi alla regia cinematografica. E c’è anche la via dedicata alle “Donne delle querce”, minatrici che andavano scalze a lavoro e avevano imparato a curare i corpi con foglie e ghiande delle querce.

L’iniziativa è partita nel 2019 e ora è ultimata. E fortunatamente non sarà la sola. Perché adesso è nato anche un progetto chiamato “La Geografia delle Donne“, che unisce editoria, istituzioni pubbliche e impegno civile intorno al tema dell’emancipazione femminile e che intende riscrivere la cartografia italiana dando spazio alle donne che hanno reso grande il nostro Paese.

E già qualcosa si sta muovendo: insieme all’associazione Toponomastica Femminile, il settimanale Vanity Fair sta promuovendo l’intestazione di strade, piazze, corti e giardini con i nomi di donne che hanno segnato i tempi. Così, l’8 marzo 2021, data simbolica, a Firenze uno dei giardini che affacciano su Lungarno Colombo è stato dedicato a Tina Anselmi. L’intestazione è dotata di un QR code che permette di scoprire la storia della Anselmi e così sarà per ogni altra targa dedicata a una donna celebre. Il progetto di Vanity Fair proseguirà per le prossime settimane. Il magazine ha anche dedicato la copertina del 17 marzo a 48 donne di valore di oggi. Professioniste del mondo della politica, della scienza, dello sport e della cultura, da Ilaria Capua a Luciana Lamorgese, da Donatella Versace a Milena Gabanelli, da Elodie a Vittoria Puccini, che raccontano le loro esperienze costruttive. In attesa di vedere tante nuove strade, in tutta Italia, portare i nomi di gradi personalità al femminile.