Giulia, di Loredana De Vita, Nulla Die edizioni, recensione di Daniela Domenici

Sono appena riemersa da questo splendido libro di Loredana De Vita, scrittrice e docente napoletana, ma sono ancora immersa nelle infinite emozioni che mi ha regalato.

L’opera inizia con Giulia, moglie, madre e docente, che è in coma in ospedale ma non ce viene detto il motivo; lentamente scopriremo insieme a lei perché stia vivendo quello stato e conosceremo Federico, il medico che l’aiuterà nel suo percorso di rinascita, Sofia, l’infermiera sua collaboratrice e poi amica, gli alunni e le alunne e il marito Ciro.

Dolorosamente vera, reale e commovente la strada che Giulia intraprende quando decide, dopo l’episodio struggente del violino suonato nella sua stanza in ospedale, di ricominciare a vivere ex novo, ma deve fare i conti con il passato e chiudere cerchi, deve imparare ad amarsi ed essere una donna finalmente consapevole delle proprie potenzialità sempre represse e che ha il coraggio delle proprie scelte.

Giulia è un po’ ognuna di noi che in certi momenti della propria vita si è trovata in un’apnea d’amore, in un coma – rifiuto di vivere per una carenza di attenzione e di ascolto e qualcuna ha avuto la fortuna di trovare il suo Federico o la sua Sofia che l’ha aiutata a riemergere e a ricominciare una nuova vita.