Sognare eresie – fede, amore e libertà, di Luigi Bettazzi, Edizioni Dehoniane Bologna, recensione di Daniela Domenici

Ho avuto il grande onore di conoscere personalmente mons. Bettazzi a Ivrea più di quaranta anni fa grazie alla mia cara amica Adriana Zarri (alla quale ho dedicato un libro) che, dopo aver lasciato l’eremo della santa Kenosis, aveva scelto di vivere, sempre in assoluto eremitaggio, in una cascina al Molinasso nella zona di Ivrea dove ho vissuto l’esperienza del silenzio per qualche giorno; un giorno mi portò a conoscerlo.

Quale migliore occasione per “incontrarlo” nuovamente che leggere il suo “Sognare eresie” e rimanerne sin da subito incantata per la straordinaria e dettagliata profondità delle sue riflessioni intinte in una delicata ironia e nella semplicità delle spiegazioni.

Nella sua introduzione mons. Bettazzi spiega cosa voglia dire “eresia” cioè scelta, preferenza “scegliere la formulazione di verità tradizionali in modo nuovo, più agevolmente comprensibile e coinvolgente nella mentalità di oggi” ed è per questo che ha deciso di raccogliere in questo libro le sue “eresie” che sono “gli sviluppi degli insegnamenti ricevuti con nuove prospettive e a manifestare interrogativi…o stimoli alla riflessione”.

Bettazzi anaalizza prima l’Antico Testamento, poi il Nuovo e qui splendidi i due capitoli “Gesù e l’amore” e “Gesù e la gioia”; poi un lungo capitolo di “Gesù nella storia” a cui segue “Gesù nella nostra vita” in cui parla soprattutto di preghiera, poi il capitolo “Le eresie sociali?” e conclude con “E ora e sempre – le ultimissime eresie” dicendo, tra l’altro, “se eresia vuol dire scelta, dobbiamo tutti/e essere eretici/he, cioè dobbiamo sentire che noi siamo veramente la nostra libertà”.

Grazie di vero cuore a Luigi Bettazzi che alla veneranda età di 97 anni ha ancora il desiderio di condividere gocce di fede.