La gabbia, di Tessa Kollen, traduzione di Daniela Di Falco, edizioni Le Assassine, recensione di Daniela Domenici

Ancora un bellissimo giallo della casa editrice Le Assassine nella sua collana Oltreconfine che pubblica opere di autrici straniere, contemporanee e non; questa volta la scrittrice è olandese ed è stata perfettamente tradotta dall’inglese da Daniela Di Falco.

Ancora una volta complimenti alla editrice per la scelta delle opere della sua collana perché come ho detto nelle mie precedenti recensioni non sono soltanto gialli ma romanzi che aprono il nostro sguardo su altre nazioni, oltreconfine appunto, con le loro tradizioni, lingue, usi e costumi: un vero arricchimento!

L’autrice, come leggo nella biografia, è figlia e moglie di un diplomatico e quindi conosce bene l’ambiente delle ambasciate che definisce una sorta di “gabbia dorata”, un mondo ovattato, un’isola felice di persone che non si mescolano con la popolazione locale, nella quale le donne sono definite solo come “moglie di…”, “sorella di…”, senza un vero ruolo, spesso neanche madri perché ci sono le “tate” che badano alla prole. In questa gabbia dorata viene trovata uccisa, nel suo ufficio, e ci viene detto subito, nelle prime pagine della storia, una donna che ha un ruolo di rilievo all’interno della comunità di questi/e espatriati/e espatriati/e; tutto il libro sarà un formidabile “whodunnit” per scoprire, grazie alla labili tracce lasciate lungo i capitoli, chi sia stata/o e perché l’abbia fatto: formidabile!