accadde…oggi: nel 1904 nasce Clelia Caligiuri

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Clelia Caligiuri (Sorrento20 dicembre 1904 – Napoli4 aprile 1996) è stata un’insegnante italiana. Si tratta della prima donna italiana, e della prima persona residente in Veneto, ad essere stata insignita del titolo di Giusto tra le Nazioni.

Nata a Sorrento, in Campania, rimane orfana di padre durante la prima guerra mondiale[1].

Nei primi anni ’20, una volta ottenuta l’abilitazione all’insegnamento alla scuola elementare, a causa delle ristrettezze economiche lascia la terra natia per il Veneto, spinta dalla prospettiva di ottenere immediatamente una cattedra a causa della carenza di insegnanti in loco. Inizia così ad insegnare a Piavon, all’epoca comune autonomo ed oggi frazione di Oderzo, in provincia di Treviso.

Nel 1930 a Pompei sposa Renato De Gregorio, anch’esso sorrentino di nascita, di professione marinaio; i due si stabiliscono definitivamente a Piavon. In seguito i coniugi diverranno genitori di tre bambini.

Allo scoppio della seconda guerra mondiale Renato viene arruolato nel Corpo del genio navale ed aggregato all’equipaggio del cacciatorpediniere Espero. Muore pochi giorni dopo l’inizio del conflitto, il 20 giugno 1940, in occasione dell’affondamento della nave mentre essa si dirigeva a Tobruk, in Libia.

Clelia, rimasta vedova con tre figli, decide di rimanere in Veneto e inizia a dedicarsi al sostegno psicologico e all’aiuto burocratico delle altre vedove di guerra. Nel 1943, su consiglio medico, manda la figlia con la sorella in soggiorno sulle prealpi venete, affittando una stanza in una casa del piccolo centro di Follina. Qui Clelia conosce Sara Karliner, ebrea jugoslava scappata da Zagabria e confinata in paese dalle forze dell’ordine a causa delle leggi razziali fasciste. Tra le due si instaura un forte legame al punto che, all’indomani dei fatti dell’8 settembre 1943, a seguito del clima creatosi dopo l’occupazione tedesca, Clelia aiuta Sara ad “evadere” clandestinamente dal suo confino di Follina, iniziando ad ospitarla clandestinamente nella propria casa di Piavon.

In seguito, a causa della folta presenza di truppe tedesche di stanza a Villa Reichsteiner, edificio situato a poca distanza dal centro del paese, Clelia decide di rivolgersi a don Giovanni Casagrande, parroco di Lutrano di Fontanelle, in quel periodo attivo nell’aiuto ai rifugiati; Sara quindi nel luglio del 1944 viene prudenzialmente nascosta presso la parrocchia di quest’ultimo, fino alla fine del conflitto[1]. In questa fase, Clelia continuò a visitare regolarmente Sara per due volte la settimana, portandole viveri. Prevedendo inoltre eventuali complicazioni per quell’ultimo rifugio che avrebbe richiesto una immediata fuga di Sara, Clelia le diede anche del denaro che sarebbe servito per agevolare quella probabile fuga.

Al termine della guerra, a seguito delle elezioni amministrative del 1946, Clelia risulta eletta consigliere comunale di Oderzo, nelle file della Democrazia cristiana[4]. In seguito, chiede e ottiene il trasferimento in una scuola elementare di Napoli: nel 1948 insieme ai figli si trasferisce definitivamente nella città partenopea dove vivrà fino alla morte.

Sara Karliner invece prende residenza in Israele; la sua storia spinge così lo Yad Vashem a conferire a Clelia il titolo di Giusta tra le nazioni. La cerimonia di conferimento dell’onorificenza si tiene a Gerusalemme il 18 ottobre 1966: nell’occasione Clelia pianterà l’albero di rito nel Giardino dei Giusti[5].

Sabato 8 febbraio 2020 è stata dedicata alla sua memoria la piazzetta antistante alla scuola elementare di Piavon, in occasione di una cerimonia a cui hanno preso parte le figlie[6].