happy 2022, di Loredana De Vita

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E’ la prima volta che scrivo la data di quest’anno, 2022, e mi fa un po’ paura. È una data che ha la forza del passato, ma anche tutta l’incertezza del mio futuro.
Sembra, allora, che il passato possa essere più rassicurante perché, sebbene doloroso, lo hai già vissuto e puoi narrarlo; eppure, è proprio su questa incertezza del futuro che si può costruire il presente e renderlo migliore, comunque vadano le cose.
Noi viviamo sospesi tra passato e futuro, senza innamorarci né dell’uno né dell’altro e restando incapaci di vivere ciò che siamo e dare forma nuova al nostro presente.
Nelle nostre strategie di vita il presente non è che un attimo da bruciare per disdegnare, spesso, un passato che non vogliamo ci appartenga e rifiutare anche la responsabilità personale verso un futuro che dovremmo “edificare” (sia nel senso di “fabbricare” che nel senso di “indirizzare al bene”; o, meglio, nel senso di “fabbricare allo scopo di indirizzare al bene”) invece di subire soltanto.
È l’attimo presente, quello che, invece, tendenzialmente siamo inclini a “bruciare e consumare”, il momento vero in cui dare forza al nostro passato e significato al futuro che ci accingiamo a costruire.
Ogni anno, difatti, comincia e finisce con un brindisi, lo stesso brindisi, come se dovessimo essere ricondotti sempre allo stesso punto: una fine che è un inizio e un inizio che non ha mai fine.
Così ho vissuto la mia vita, sempre pronta a ricominciare, così voglio continuare a vivere, non importa quanto il tempo, dove il luogo e quanta sofferenza possa dividere il mio percorso dalla condizione di chi mi è accanto.
Il tempo ha speranza se gli diamo speranza e se questa speranza ha un nome: amore.
Non posso cancellare il mio dolore né il dolore del mondo, ma posso essere parte di una lotta che restituisce dignità a chi soffre e significato a coloro che ne hanno smarrito il senso.
Nel dolore io non muoio, ma cresco e vivo.
Sereno 2022 e che sia un anno ricco della scoperta del bene “con” l’altro.