Tracce di Ada, di Maria Masella, Castelvecchi, recensione di Daniela Domenici

Conosco Maria Masella come straordinaria giallista, cavallo di razza della scuderia dei Fratelli Frilli con il suo commissario Mariani, da me recensita in questi anni e non sapevo che “spazia tra vari generi scrivendo racconti, storici e romance prediligendo come ambientazione la sua città natale (Genova che è anche la mia città d’adozione)” come leggo in quarta di copertina.

Ho avuto il piacere di leggere questo suo struggente romanzo che ha come protagonista una giovane donna, Monica, nel cui passato ci sono due traumi, mai superati, che in qualche modo sono legati tra loro e che l’hanno portata a eliminare dalla sua vita qualunque tipo di amicizia e di amore per paure di soffrire. Nel suo percorso di vita ci sono due donne importanti, la madre Anna e, soprattutto, la sua amica Ada, per Monica zia Dada, il suo porto sicuro; c’è poi il padre Leonardo e la nonna Gilda e, non ultimo, Bruno, il suo coinquilino, a cui ha subaffittato una parte di casa, che sarà determinante, con la sua infinita pazienza e silenziosa vicinanza, nel farla venire a patti con il suo passato per capirlo e metabolizzarlo e poter finalmente affrontare il futuro senza scheletri nell’armadio.

Anche in questo romanzo Genova è una splendida co-protagonista che l’autrice conosce e descrive in modo appassionato; i miei complimenti a Masella per la caratterizzazione psicologica di ognuno/a dei/lle protagonisti/e ma soprattutto per la descrizione perfetta del percorso di lenta e dolorosa rinascita di Monica grazie alle tracce lasciate da Ada.