All’alba perderò, film 2021, di e con Andrea Muzzi, recensione di Daniela Domenici

Un altro splendido film trovato casualmente su Amazon Prime scritto, interpretato come protagonista e diretto da Andrea Muzzi, un regista fiorentino che ringrazio di vero cuore per aver fatto ininterrottamente sorridere la mia anima fiorentina con il dialetto parlato da tutti/e i/le coprotagonisti/e.

Andrea è uno sceneggiatore che non trova mai qualcuno/a che abbia il coraggio di produrre un film con le sue sceneggiature, è un perdente, un fallito e il titolo, parafrasando il più celebre “all’alba vincerò”, è già un perfetto input. Partendo da questo dato di fatto Muzzi ha immaginato una storia deliziosa nella quale Andrea porta alla luce tante storie di persone che hanno fallito in un momento della propria vita ma si sono sempre rialzate, nel mondo dello sport ma anche altrove. E su questo scrive una nuova sceneggiatura che spera di poter finalmente trasformare in film ma…non vi dico altro per non “spoilerare” ma soprattutto per farvi godere i contributi dei/lle coprotagonisti/e cominciando dalla formidabile Miriam Bardini nel ruolo di Daniela, la signora che fa le pulizie nella casa-magazzino di Andrea e ne diventa un po’ amica, ci sono poi Paolo Calabresi, Michele Crestacci, Daniele Marmi, Massimiliano Galligani e Giannicolò Pisaneschi che colorano, a modo loro e in momenti diversi, la solitudine di Andrea. E infine alcune partecipazioni-cammeo, in primis Alessandro Riccio che è una straordinaria statua di Dante che si muove e parla, e poi Pupo, Angela Finocchiaro, Yuri Chechi e Paolo Calabresi nel ruolo di se stessi.