estati dopo guerra, di Adele Libero

Le mie manine sempre sotto l’acqua,
per riempire i secchielli alla fontana
e costruire cento e più castelli
al limite dell’onde spumeggianti.

Il mio sorriso rinfrescava mamma,
e zia Antonietta mi restava accanto,
pur se ogni tanto mi perdevo, inerme,
tra le cabine e le mie fontanelle.

La spiaggia a volte scompariva, strana,
nella coperta delle alghe rosse .
Papà, al lavoro, mi vedeva a sera
ed abbracciava la sua bimba nera.

Splendeva il sole su quegli anni belli,
niente più guerra per chi aveva pianto,
palazzi rinascevano per strada
chiedendosi perché eran caduti.

Perché alla fine d’ogni gran battaglia
chi più ha memoria di perché era nata?
Si chiudono le tombe del passato
e sui ricordi il cuore fa famiglia