Le scintille di Alma, di Elena Zucchi, Arkadia editore 2022, recensione di Daniela Domenici

Uno dei libri più splendidi che abbia letto ultimamente (e chi mi segue sa che non sono pochi…) quest’opera prima di Elena Zucchi che ho letto in un soffio e che mi ha regalato innumerevoli emozioni.

Voglio tributarle i primi calorosi complimenti per la straordinaria caratterizzazione psicologica di Alma, la protagonista, che spera di diventare docente universitaria, che ha un passato denso di misteri irrisolti e di scheletri nell’armadio che la fanno ancora soffrire e che ha qualche problema con le sue storie d’amore: è stato innamoramento istantaneo e perdurante da parte di chi scrive, le scintille di Alma si sono propagate!

E ancora complimenti di vero cuore per come ha saputo tratteggiare tutti/e i/le tanti/e coprotagonisti/e, rendendoli/e degli/lle persone reali con le quali sembra di poter interagire, dal padre di Alma a Marzio, dall’amico Pedro alle amiche Viola e Alice, dalla collega Cecilia alla zia Margherita: bravissima!

Complimenti da standing ovation per come ha reso Milano non solo il setting della storia ma una formidabile protagonista che viene descritta con dettagliata passione e profondo amore; ci sono anche altri luoghi geografici, probabilmente visitati dall’autrice per come li descrive, ed è bellissimo il capitolo in cui Alma ha un’esperienza di meditazione in un luogo che le darà emozioni e sarà una sorta di turning point, di spartiacque per lei.