La distanza tra me e il ciliegio, di Paola Peretti, Rizzoli 2018, recensione di Daniela Domenici

Pura poesia, struggente, commovente, fiabesco, semplicemente magico questo libro-fiaba di Paola Peretti che ho letto in un soffio e che mi ha lasciato dentro tante di quelle emozioni che mi verrebbe il desiderio di inoltrarmici nuovamente perché “dentro di te c’è una strada. Non serve vederla se puoi sentirla”: grazie, Paola!

La meravigliosa protagonista è Mafalda, una bambina di dieci anni che sta perdendo progressivamente la vista per una patologia ma è anche la storia dell’autrice che ha voluto scrivere il suo primo romanzo quando ha saputo di avere una grave malattia agli occhi. Ancora prima della pubblicazione il suo libro è stato tradotto in venti paesi diventando un caso editoriale internazionale a pieno merito perché “ci insegna a vedere ciò che ancora non esiste e a lottare per i propri sogni” usando un linguaggio denso di sinestesie, di accostamenti inediti, di dialoghi intrisi di continuo stupore, di voglia di conoscenza, di curiosità.

Splendida la caratterizzazione psicologica di Estella, la bidella-filosofa di origine rumena, di Filippo, il bambino musicista e unico amico di Mafalda, di Ottimo Turcaret, il gatto fedele che la segue ovunque. E perfetti gli inserimenti di citazioni tratte da “Il barone rampante” di Italo Calvino: leggetelo, innamoratevene e regalatelo!