accadde…oggi: nel 1872 nasce Tina Di Lorenzo, di Manuela Vetrano

Come ben sapete, io sono molto interessata alle figure femminili che hanno attraversato la Storia e se queste figure possiedono anche un legame con Torino, il mio trasporto nei loro confronti aumenta. Così è stato per Tina Di Lorenzo, la diva della Belle Époque. Durante le mie ricerche mi sono imbattuta in questa donna e ho notato che nacque proprio a Torino il 4 dicembre 1872. Allora ho voluto approfondire e ho scoperto alcune curiosità davvero stuzzicanti (almeno per me… mi esalto assai per cose di questo tipo!).

La nascita a Torino, l’infanzia in Sicilia

Concettina “Tina” Di Lorenzo è stata un’attrice teatrale amatissima durante la Belle Époque. Era figlia d’arte: sua mamma, Amelia Colonnello, era anche lei un’attrice, mentre il padre, Corrado Di Lorenzo, era un baritono dilettante. Amelia proveniva da una nobile famiglia napoletana decaduta, mentre Corrado apparteneva all’antica dinastia netina dei marchesi di Castelluccio. Madre napoletana, padre siciliano… allora come mai Tina vide la luce a Torino? Per puro caso. Chissà, forse la famiglia si trovava in città per seguire Amelia nelle sue esibizioni teatrali. Certo è che Amelia partorì Tina al terzo piano di via della Zecca 43 (l’attuale via Verdi), in una zona dove all’epoca vi erano alcuni teatri.
Fino a 13 anni Tina visse a Noto nella casa paterna, il palazzo Castelluccio di via Cavour 10 (oggi visitabile), e iniziò a recitare nella filodrammatica locale.
Una curiosità → Il Teatro Comunale di Noto, in precedenza intitolato al re Vittorio Emanuele II, dal 2011 porta il nome di Teatro Tina Di Lorenzo. La scelta è stata fatta per mantenere viva la memoria di questa concittadina illustre.

Palazzo Castelluccio a Noto. Immagine via Ebay.it

Il Teatro Civico Vittorio Emanuele a Noto, oggi intitolato a Tina Di Lorenzo

Il successo, il matrimonio e Addio, giovinezza!

Nel 1885 Tina esordì sui palcoscenici di Napoli, ottenendo un grande successo di pubblico. La critica, invece, fu sempre di giudizi altalenanti nei suoi confronti. Nonostante fosse apprezzata da D’Annunzio, era considerata l’antitesi di Eleonora Duse: “si confermò attrice antidannunziana. Preferiva un repertorio piano e cordiale, ricco di umanità, di borghese realismo” (R. Ascarelli). Girò per l’Italia e l’Europa al seguito di varie compagnie, arrivando anche in America Latina. Ottenne i soprannomi di Angelicata ed Encantadora.
Il 10 agosto 1901 Tina si sposò con il collega Armando Falconi, che si era dimostrato disponibile a tutto pur di conquistarla. Si racconta che, per difendere l’onore dell’amata, l’attore si sfidò a duello con un giornalista che aveva criticato in modo per nulla benevolo un’esibizione di Tina. Nel 1905 i coniugi fondarono la compagnia Di Lorenzo-Falconi, con cui l’attrice ritornò finalmente a Torino. Il 4 aprile 1911 la compagnia portò in scena sul palcoscenico del Teatro Carignano l’operetta Addio, giovinezza!, scritta da Nino Oxilia e Sandro Camasio (la prima nazionale si ebbe il 27 marzo al Teatro Manzoni di Milano).
Tina Di Lorenzo, la diva della Belle Époque, fu quindi la prima interprete del romantico personaggio di Dorina
, la sartina amata e abbandonata dallo studentino Mario.

Tina Di Lorenzo in abiti di scena

Armando Falconi e Tina Di Lorenzo con il figlio Dino (nato nel 1902), fotografati da Mario Nunes Vais

La diva della Belle Époque diventa estimonial per la F.I.A.T.

Nel 1899 Tina Di Lorenzo fu assoldata dalla neonata F.I.A.T. Siccome il pubblico la amava e in quanto amica di uno dei fondatori dell’azienda, il conte Emanuele Cacherano di BricherasioTina fu scelta come testimonial per il lancio della prima vettura, la 3 1/2 HP (detta anche 4 HP) progettata dall’ingegnere Aristide Faccioli. L’attrice venne fotografata al volante dell’autovettura nel parco del Valentino. L’obiettivo era quello di comunicare al pubblico che le macchine F.I.A.T. erano talmente facili da guidare che anche una donna poteva azzardarsi a farlo!

Cartolina pubblicitaria via Ebay.it

La tomba di Tina Di Lorenzo al Cimitero Monumentale di Milano

L’Encantadora si ritirò dalle scene negli anni ’20. Negli ultimi anni di vita si ammalò e il 25 marzo 1930 morì nel suo appartamento di via della Guastalla 2 a Milano. Per sua volontà fu vestita di bianco, il capo coperto da pizzo veneziano e nelle mani le fu posizionato un crocifisso in avorio. I funerali vennero celebrati il 28 marzo presso la chiesa di Santa Maria della Passione. Tina Di Lorenzo, la diva della Belle Époque, fu portata al Cimitero Monumentale di Milano, dove riposa ancora oggi insieme al marito Armando e al figlio Dino. La tomba è impreziosita da un bassorilievo in bronzo opera dello scultore Leonardo Bistolfi, realizzato nel 1932, in cui Tina è raffigurata tra due figure alate, la Bontà e l’Arte. L’epigrafe, dettata da Armando, la ricorda così:

“Fiore ed orgoglio della scena drammatica italiana.
Sposa esemplare, madre tenerissima, sempre pianta, sempre benedetta.
Per l’arte, la bontà e la bellezza serenamente luminosa.
Dalle glorie della terra in purità ascesa alla pace del Signore”

Tina Di Lorenzo fotografata da Mario Nunes Vais

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