Shakespeare e Napoli, la tempesta, traduzione di Eduardo DE Filippo, recensione di Loredana De Vita

https://writingistestifying.com/2022/12/04/shakespeare-e-napoli-la-tempesta-traduzione-di-eduardo-de-filippo/

Leggere un’opera teatrale di William Shakespeare e sentirsi da essa avvolti e coinvolti come se il tempo fosse un eterno presente, è esperienza meravigliosa e affascinante. Avere la possibilità di leggerla in lingua napoletana è un’emozione ancora più forte che non coinvolge solo le emozioni ma le esperienze.
Questo è quanto si prova nel leggere la traduzione in napoletano del ‘600 che Eduardo De Filippo ha fatto di “La tempesta” di W. Shakespeare.
Un’esperienza unica non solo per la grandezza dell’opera originale, ma perché molte sono le coincidenze della vita dei due immensi drammaturghi. “La tempesta” fu l’ultima opera che Shakespeare abbia scritto completamente da solo. È l’opera in cui la riflessione sulla vita, sul bene e sul male, pur conservando una profondità escatologica, ne varca i confini, diventa più fattuale e meno introspettiva e lascia spazio alla speranza di una redenzione dove il perdono e la consapevolezza di sé possono originare vite nuove.
La traduzione di Eduardo de Filippo, ha lo stesso aroma delle ultime cose, degli ultimi pensieri e preoccupazioni di un autore che ha saputo leggere e interpretare il tempo e i tempi.
Il testo, infatti, su una prima richiesta di Einaudi, rappresenta l’opera ultima di Eduardo De Filippo. Un testo divenuto da anni introvabile e ripubblicato di recente da Guida Editore in collaborrazione con la Repubblica in una versione accompagnata da riflessioni e articoli di giornalisti e attori che del mondo di Eduardo hanno fatto parte, Shakespeare e Napoli – La Tempesta, trad. di E. De Filippo (Guida editore, 2022).
Aiutato dalla traduzione in italiano della moglie Isabella, Eduardo, con la sua traduzione in napoletano, ha saputo rendere viva la narrazione, ironica e perspicace, dimostrando la grandezza dell’opera originale, ma anche quella della cultura napoletana che è in grado di accogliere, traslare, tradurre e interpretare un mondo apparentemente così distante come quello shakesperiano.
La lingua napoletana, infatti, ha, come la lingua inglese, miriadi di vocaboli per esprimere emozioni e sentimenti più disparati nelle loro diverse sfumature. È una traduzione che si legge con piacere e interesse, ma è una traduzione fatta per essere recitata, proprio come l’opera di Shakespeare, e leggerla ad alta voce, immaginare i gesti e le sfumature dei toni è come veder vivere nel palcoscenico della propria casa quei personaggi che così tanto ci hanno donato.

Pubblicità