Il mostro del lodigiano, di Marina Bertamoni, Fratelli Frilli editori 2022, recensione di Daniela Domenici

due anni fa ho “incontrato” per la prima volta Marina Bertamoni e ho recensito i suoi tre splendidi gialli

https://danielaedintorni.com/?s=marina+bertamoni

è tornata a “trovarmi” con il suo più recente “Il mostro del lodigiano” che ha sempre per protagonista l’ispettrice Luce Frambelli e che ho divorato in poco più di ventiquattro ore nonostante le sue 348 pagine: Bertamoni si è superata! Tutti i complimenti che le ho riservato nelle mie precedenti recensioni valgono anche per questa nuova opera da cui non si riesce a riemergere per vari motivi.

In primis per la trama che ha un intreccio decisamente complicato ma che la scrittrice riesce a dipanare con un’abilità da Giallista con la G maiuscola; la vicenda si svolge nel lodigiano, come dice il titolo, durante i primi mesi della pandemia e quindi le restrizioni del lockdown aggiungono difficoltà al lavoro della questura per un caso di sparizione di una adolescente che porterà alla luce altre situazioni precedenti, dei cold cases per i quali Frambelli “dovrà fare scelte dolorose, le sole che le consentiranno di risolvere il caso e pagherà un prezzo carissimo per spazzare via, una volta per tutte, i dubbi che la tormentano. La verità è importante e lei vuole conoscerla. Ma più importante è fare giustizia qualsiasi sia il prezzo ce le toccherà pagare”.

E perfetta, come sempre, la caratterizzazione dei tanti/e co-protagonisti/e, iniziando dalla straordinaria ispettrice Luce, caparbiamente testarda, di una fragilità che commuove e di una intelligenza intuitiva fuori dal comune, i suoi colleghi, Calligaris e Campiglio, il suo superiore, Bentivoglio e l’amico Angelo, ognuno di loro emerge nella sua unicità: standing ovation!

 

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