Storie d’amori e migrazioni sull’isola dalle ali di farfalla, di Tito Barbini, Arkadia editore 2024, recensione di Daniela Domenici

Sono ancora con il cuore e la mente ad Astypalea, l’isola greca dalle ali di farfalla dove mi ha fatto volare Tito Barbini, viaggiatore e scrittore, con questo suo splendido romanzo-fiaba che mi ha emozionato e commosso.
I primi complimenti vanno alla straordinaria, ricca e variegata messe di citazioni tratte dalla letteratura antica e moderna, che l’autore dissemina, con apparente nonchalance, lungo la narrazione, ne sono il valore aggiunto, una perla rara: bravissimo!
E commovente in modo superlativo è l’amore di Barbini per quest’isola, i suoi paesaggi, le sue tradizioni e i suoi abitanti, in primis Apostolos e Samira, il pescatore e la profuga siriana, e poi, tra i /le tanti/e che descrive, è deliziosa l’immagine di Anula che porta a passeggio il suo maialino e le sue oche.
La prima parte del libro è dedicata, con dettagliata e affascinante ricostruzione storica, alle tante storie di migrazioni dei/lle nostri/e connazionali in cerca di fortuna e, in parallelo, a quelle dei/lle tanti/e migranti che approdano sulle nostre coste, in fuga da guerre e carestie, e a quelli/e che non ce la fanno, vittime dei tanti naufragi, all’accoglienza che viene loro offerta e, in contrasto, al rifiuto nei loro confronti: standing ovation!