I delitti del castello, di Roberto Mistretta, Fratelli Frilli editori 2024, recensione di Daniela Domenici

E’ tornato a “trovarmi” Roberto Mistretta, straordinario giornalista e scrittore nisseno del quale ho recensito molte opere precedenti
https://danielaedintorni.com/category/roberto-mistretta/
come potete notare la sua produzione narrativa non si limita solo ai gialli ma spazia su molte altre tematiche.
Questa volta, però, Mistretta è tornato al suo amato maresciallo Saverio Bonanno e ci ha regalato un thriller di più di 300 pagine che volano via in un soffio e che sono ambientate nella sua città, Mussomeli, e intorno al suo celebre, splendido castello dove una troupe ha deciso di girare un film; questo fatto darà il via a una serie di eventi luttuosi sui quali Bonanno, con i suoi fidi collaboratori Steppani il polentone e Cacici il partenopeo e in sintonia con alcuni colleghi e superiori, in particolare con Provenzano, con la sua coraggiosa caparbietà e testardaggine (sempre condita di umanità) e con il suo “sbirrume” (neologismo che adoro e che rende l’idea del DNA del maresciallo) indagherà a tutto tondo fino alla scoperta, dopo una serie ininterrotta di colpi di scena, di chi abbia commesso gli omicidi.
Ancora una volta Mistretta è riuscito a creare una storia densa di personaggi, ognuno dei quali è un unicum per la perfetta caratterizzazione; ritroviamo la madre del maresciallo, donna Alfonsina, la figlia Vanessa e la compagna Rosalia, personaggi femminili che abbiamo imparato a conoscere e ad amare nei libri precedenti.
L’autore, anche in questo libro, dimostra la sua predilezione (e preparazione) per l’arte e per la storia con piccole gocce che disperde durante la narrazione con apparente nonchalance ma, soprattutto, il profondo amore per la sua (e anche mia) terra di Sicilia con i suoi paesaggi, i suoi profumi, i suoi cibi, i suoi tesori d’arte e la sua lingua (senza traduzione): grazie di vero cuore!