E intanto il tempo stringe, di Tiziana Mignosa

Molti ancora sono
come l’unghia quando
la lavagna incontra
esseri che nel loro sonno
striduli suoni a se stessi
e a chi sta loro intono spalmano
.
Spesso non hanno neanche
i cuori  spenti
ma beatamente ronfano
e questo i massi
allontanando il dì della leggerezza
alle caviglie loro allaccia
.
In molti nell’arte del lamento
la laurea a pieni voti
hanno anche conseguito
protestano
ma per uscire dall’auto sfinimento
neanche un passo muovono
.
Altri invece sono diventati sonde
mandate a rovistare nel sottobosco della vita
per creare varchi di respiro
sollievo per se stessi e per chi ha dimenticato
quanto sia magnifica
l’aria silenziosa e tersa del mattino
.
Ma a volte vengono fraintesi
proprio da chi l’intrigo dei fili
ha troppo sconnesso
e talmente ingarbugliato
da non accorgersi di cosa
realmente stia accadendo
.
E siccome non è possibile aiutare
chi neanche s’accorge
di essere finito dentro al fosso
là dove umanamente non ce la fanno
il pacchetto intero al Cielo affidano
e poi attendono
.
E intanto il tempo stringe
.
tiziana mignosa
dicembre duemilaventiquattro