Amanti e regine, di Benedetta Craveri, recensione di Antonella Sacco

Amanti e regine – Benedetta Craveri* Impressioni di lettura

(edizione cartacea da me letta Adelphi, 2008)

Il sottotitolo di questo saggio è “Il potere delle donne”.

È un saggio molto interessante. Le vicende sono raccontate con una scrittura fluida e avvincente, sembra di leggere un romanzo.

Naturalmente di tutti questi personaggi e di tutte queste donne non credo che mi rimarrà molto nel ricordo, perché i nomi sono tantissimi e le vicende sono intricate. Resta però una sensazione complessiva, che riguarda sia le donne che sono protagoniste di questo libro, sia le ambientazioni, i costumi, quel modo di vivere esagerato e assurdo (ai miei occhi – vedi il tavolo imbandito senza necessità di domestici) che era la corte francese (immagino che la vita in altre corti fosse simile). Rituali, etichetta, alleanze, tradimenti, lusso esagerato, ambizione; la convinzione dei re di poter avere qualunque cosa e con cosa intendevano anche persona…

Nel racconto delle vite delle varie regine e amanti mi sembra che sia quasi sempre l’ambizione la grande protagonista; c’è anche l’amore, ma certo non è uno dei motori principali né per il re né per le sue favorite.

Leggendo dello sfarzo di cui i re si circondavano e delle spese folli che sostenevano per soddisfare i propri capricci o quelli dell’amante di turno o della regina, non ho potuto fare a meno di pensare che questo modo di vivere non poteva che finire con la Rivoluzione (anche se dopo c’è stata la Restaurazione che ha riportato le cose più o meno com’erano prima). Le ultime due protagoniste del saggio sono proprio Maria Antonietta e Madame du Barry (da prostituta a favorita di Luigi XV), entrambe morte sotto la ghigliottina.