cosa mi dice il buio, primo, breve racconto giallo di Paolo Pedemonte
La tenda del sipario era chiusa ma poco prima era tirata su un lato.
Nel locale non c’era nessuno, le finestre erano chiuse, quindi non poteva essere stato il vento.
Un sospiro però aveva rotto il silenzio, quindi c’era qualcuno; nel frattempo era stata avvisata la polizia.
Il commissario era entrato nella sala e appena dentro disse ” Venga fuori da lì dietro”
“Esco” rispose la voce.
Era Armando, il responsabile del teatro.
Il commissario chiese “Cosa ci fa li? ”
“Vede” disse Armando “sto facendo un esperimento. Mia moglie, che è oculista, mi ha suggerito, per un suo studio, di vedere cosa si prova a stare al buio. Adesso capisco cosa succede”.
Il commissario aggiunse “Siamo stati avvertiti dalle persone del palazzo che sapendo che non c’era nessuno avevano sentito un rumore”
“Mi dispiace aver creato questo disguido, non ho fatto niente di male” disse Armando.
“Pensando a quello che succede in giro siamo venuti a controllare. Per fortuna abbiamo risolto il mistero” concluse il commissario.
In fondo c’è sempre una luce dove c’è il buio.