anatomia del crimine, di Val McDermid, recensione di Antonella Sacco

Anatomia del crimine – Val McDermid * Impressioni di lettura

(Titolo originale “Forensics – The Anatomy of Crime”, trad. Francesco Rende; originale pubblicato nel 2014; edizione digitale italiana da me letta Codice Edizioni (per Le Scienze), 2016)

Ho questo saggio da diversi anni, probabilmente dal 2016, anno in cui l’ho acquistato insieme al mensile Le Scienze, ma l’ho letto sono negli ultimi tempi.

L’autrice è una scrittrice scozzese di gialli e noir e in questo libro ha raccolto storie e informazioni da esperti forensi, come racconta lei stessa nella prefazione.

Ogni capitolo tratta di un aspetto delle indagini e delle prove che è possibile portare in un processo, spiegando quali prove sono certe al cento per cento e per quali, invece, non è possibile eliminare tutti i dubbi.

L’autrice traccia una breve storia relativamente a ogni ambito di indagine descritto, con esempi reali di casi famosi e/o emblematici. È un testo molto interessante, ma occorre tener presente che per quanto riguarda la prassi delle indagini si riferisce alle legislazioni inglese e/o statunitense, che hanno caratteristiche diverse da quella italiana.

Comunque è un manuale utile per avere una panoramica sui vari modi in cui la scienza può avere un peso, a volte anche determinante, nell’individuare e far condannare gli autori di crimini.

Elenco i titoli dei capitoli, per fornire un’idea più precisa del libro.

La scena del crimine

La scena del crimine negli incendi dolosi

Entomologia

Patologia

Tossicologia

Impronte digitali

Macchie di sangue e DNA

Antropologia

Ricostruzione facciale

Informatica forense

Psicologia forense

Il tribunale