“Bambini nel bosco” di Beatrice Masini

Un libro intriso di straziante desolazione, di infinita dolcezza, di visionarietà, di fiaba, di fratellanza e di tanto altro ancora: “Bambini nel bosco” di Beatrice Masini edito da Fanucci.

Come spesso accade a chi scrive questa recensione il libro “l’ha chiamata”, si è fatto scegliere: non conoscevo minimamente l’autrice pur se dalla sua biografia leggo che ha vinto numerosi premi e i suoi libri sono tradotti in varie lingue, nessuno me l’aveva consigliato, si è semplicemente presentato alla sottoscritta che l’ha accolto dentro di sé lasciandosene innamorare.

E’ una storia che si svolge in un futuro non molto lontano in cui la Masini immagina che ci sia una Base in cui vengono raccolti bambini, divisi tra Dischiusi e Avanzi (non vi spiego questa distinzione ma la capirete leggendo), che vivono tutti insieme ma da soli sotto la sorveglianza,  esclusivamente attraverso dei monitor, di alcuni adulti che fanno parte di un progetto allucinante. La cosa che accomuna
questi bambini di tutte le età è che nessuno “ricorda” , sono come delle
lavagne cancellate; a tre di loro, però, Tom, Hana e Lu, ogni tanto riaffiorano alla mente “cocci” della vita precedente e sarà grazie a loro che alcuni dei bambini del loro gruppo, chiamato “grumo”, lentamente tornerà a riassaporare il gusto delle parole e del loro significato, ad avere nuovamente una consapevolezza che porterà alla voglia di creare, di imparare. E questo percorso verso una nuova vita avverrà, geograficamente e psicologicamente, dentro il Bosco che è ai margini della Base, un luogo oscuro, pauroso, pieno di insidie che gli otto bambini, capitanati da Tom insieme a Hana, affronteranno e
attraverseranno insieme.

Il finale di questa straordinaria fiaba è imprevedibile e non ve lo vogliamo svelare, diciamo solo che è una “resa” degli adulti verso il mondo dei bambini con la sua spontaneità, creatività, tenerezza e coraggio. Un dieci a lode all’autrice sia per la perfetta e totale empatia con i “suoi” piccoli protagonisti che per la sapiente descrizione psicologica di ognuno di loro che per i neologismi “futuristici” da lei creati ad hoc per questa storia: come avrete capito “Bambini nel bosco” è un testo da adottare, secondo il nostro personalissimo giudizio, nelle scuole.

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