“Il giardino dei segreti” di Kate Morton

Quasi 600 pagine da leggere tutte d’un fiato: “Il giardino dei segreti” di Kate Morton, edizione Sperling & Kupfer, è questo e molto altro; ciò che ha colpito, in primis, chi scrive è la grande abilità dell’autrice di narrare una storia, al cui centro c’è un segreto da svelare, su tre diversi piani temporali e in due luoghi geografici diversi e distanti senza mai creare confusione o far perdere il filo.

“Il giardino dei segreti”, che nell’edizione originale s’intitola “The forgotten garden” il giardino dimenticato, si svolge ontemporaneamente nel 1913, nel 1975 e nel 2005 tra l’Australia e l’Inghilterra e tanti personaggi femminili ne sono il fil rouge: Eliza, Rose, Nell, Cassandra, la loro creatività, la loro forza, la loro caparbietà danno vita a una saga affascinante dove il potere della parola, dell’affabulazione dà continue emozioni.

Le figure maschili, in questa storia, non fanno una gran bella figura, sia Linus che Nathaniel vengono tratteggiati come deboli, sottomessi alle forti volontà delle rispettive consorti, solo Christian “riscatta la categoria” e fa concludere la narrazione con un sorriso.

Interessante anche l’escamotage di inserire, nel corpo della narrazione, testi di fiabe che colorano ulteriormente la storia, e anche di lettere che creano una sorta di pausa nel succedersi, talvolta frenetico, di eventi.

Vorremmo concludere con i nostri più sentiti complimenti alla traduttrice Alessandra Emma Giagheddu, non sempre si ricorda che una buona parte del fascino di un libro scritto in un’altra lingua è da attribuire a coloro che stanno “dietro le quinte”: bravissima.

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