“Così fan tutte più ridere” di Maria Sicari

Già essere un direttore d’orchestra donna, e fu la prima in assoluto in Sicilia nel 1981 a soli 24 anni, ha fatto e fa la differenza in un mondo, qual è quello della direzione orchestrale, prettamente maschile.

Se poi questo orchestra-woman-director sa anche scrivere barzellette e, per di più, in rima sia alternata che baciata.

Se poi, ancora, questa splendida artista sa anche disegnare e si diverte a inventare rebus musicali… ecco che allora da questo straordinario “melting pot” nostrano viene fuori Maria Sicari e il suo “Così fan tutte più ridere” pubblicato da Edizioni Elettra di Caltanissetta, un libro in cui trovano spazio, appunto, sia le sue incredibili barzellette in rima, alcune con qualche elemento di lingua siciliana, altre con leggere venature erotiche sempre molto soft, alcune tratte dalla tradizioni degli avi, altre più moderne, che i suoi deliziosi rebus la cui soluzione è il titolo di qualche opera lirica o, comunque, ha a che fare col mondo musicale.

Così l’autrice spiega la sua scelta di utilizzare versi rimati per le sue quasi cento barzellette: “…tale metrica adottata fa sì che la barzelletta, declamata ad alta voce, risulti misteriosamente accompagnata da una silenziosa colonna sonora musicale: ed ecco il perché del titolo Così fan tutte…opera di Mozart!…è come se la rima le avesse vestite di musica: una melodia, silenziosa, gradevole, prevedibile…che dolcemente massaggia l’orecchio e l’anima…”

E‘ un libro tutto da gustare come un’opera preziosa, come una sinfonia, e anche l’editore ha saputo abilmente caratterizzarlo con una veste editoriale assolutamente elegante e  appropriata sia nella scelta della copertina che del carattere tipografico di stampa che nell’inserimento dei rebus e di alcuni brevi racconti e monologhi con cui Maria
Sicari ha vinto anche alcuni premi.

Vogliamo concludere con una riflessione che ci sembra faccia la differenza: Maria Sicari ha ideato e scritto questo suo libro allegro e sorridente, in contrasto quasi ossimorico, nel momento forse più doloroso della sua vita quando un male oscuro, di cui poi è stata individuata la causa, che le impediva qualsiasi movimento muscolare e le procurava dolori lancinanti, l’ha costretta a vivere sulla sedia a rotelle da cui, con una forza di volontà ferrea, si è rialzata iniziando il suo percorso verso la guarigione.