Questa mattina mi sono svegliata di Natascha Lusenti

beatrice ballerini

Dedicato a Beatrice Ballerini, l’ennesima vittima di femminicidio

Questa mattina non mi sono svegliata. Questa mattina avrei preparato la colazione per i miei figli di 7 e 10 anni. Questa mattina avrei telefonato alla mia amica che non vedevo da un po’. Questa mattina avrei fatto i conti di quanti soldi mi restavano, dopo l’Imu, per i regali di Natale. Questa mattina se passate da Campi Bisenzio, in provincia di Firenze, venite a trovarmi. Mi riconoscerete dai capelli biondi, dagli occhi chiari e dagli occhiali ma soprattutto mi riconoscerete perché sarò quella nella bara. Questa mattina ci saranno i miei funerali, alle 9 e mezza. Avevo 42 anni e mi chiamavo Beatrice Ballerini. A voi il nome farà venire in mente la donna amata dal poeta. A me il cognome faceva pensare che me ne sarei andata leggera per il mondo. Invece è finito tutto venerdì pomeriggio perché il mio ex marito mi ha strangolata. Non gliel’ho data vinta subito, ha dovuto lottare e gli è rimasto un segno sulla faccia. Dicono che non sopportava che mi stessi costruendo una nuova indipendenza. Ero impiegata di banca, uno di quegli istituti che negli ultimi anni la gente non ama perché per salvarle sono stati spesi troppi soldi e in cambio loro hanno smesso di prestarli ai cittadini. Mio marito ha confessato ieri dopo tre giorni di interrogatorio. Così ora io sono una in più nella lista delle donne italiane uccise dai loro uomini. Se non sbaglio i conti, dall’inizio dell’anno sono la numero 119. Siamo talmente tante che c’è uno spettacolo teatrale di Serena Dandini che gira l’Italia e che ci fa raccontare le nostre storie, proprio come sto facendo ora io. E mio marito è un prigioniero in più nelle carceri che scoppiano di detenuti e che non rispettano i diritti umani. Buone feste a voi che restate.