Consigli per apparire a proprio agio in ascensore al Teatro Everest di Firenze, recensione di Daniela Domenici

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Dal foglio di sala: “Ci sono storie molto grandi che si raccontano che si raccontano semplicemente facendone la cronaca. Ci sono poi vicende piccole piccole, non per questo indegne d’esser raccontate, solo che per raccontarle ci vuole metodo, stile, carisma. Ci vogliono perché il pubblico che le ascolta riesca a interessarsene, ne capisca il senso e si arricchisca attraverso di esse…”: questo e molto altro è “Consigli per apparire a proprio agio in ascensore”, liberamente tratto da “Il cammello selvatico” di Philippe Jaenada, l’originalissimo monologo che Leonardo Venturi, con la regia di Massimo Alì, la scenografia di Francesca Leoni e le voci registrate di Barbara Calzolaio, Angela Surace e Valentina Vezzani ha portato “en scene” ieri sera, e lo sarà anche stasera e domani, al teatro Everest in via Volterrana a Firenze.
E Leonardo Venturi ha avuto metodo, stile e carisma all’ennesima potenza, coadiuvato dalla perfetta regia di Alì e dall’originalissima scenografia di Leoni, nell’interpretare questo monologo che si svolge di notte a Parigi e il cui protagonista, Halvard, “un inetto suo malgrado” ha un incontro paradossale, comico e irresistibile con una ospite alquanto particolare che gli fa vivere una notte grottesca; non vi diciamo, naturalmente, come, e soprattutto se, riuscirà a superarla.
Leonardo Venturi ha disegnato un Halvard goffo, tenero, che “sogna solo un po’ di dolcezza dal mondo” ma questo mondo lo spaventa, lo aggredisce, “lo ha da tempo annichilito” e lui si troverà a scontrarsi contro il muro della realtà impersonato dalla sua ospite così particolare: bravissimo Leonardo, una prova d’attore davvero straordinaria e i calorosi, prolungati applausi del numeroso pubblico presente lo hanno testimoniato.
Non potete mancare stasera o domani al teatro Everest: Halvard vi aspetta.

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