Desmond al Teatro Lo Scantinato di Firenze, recensione di Daniela Domenici

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Ultimo spettacolo del cartellone della stagione 2012/2013 al Teatro Lo Scantinato, gran finale tra poesia, risate, amore, brividi, paura, musica ed emozioni, cioè “Desmond”, la nuova visione di Andrea Bruni, che ne è autore e regista, con la collaborazione di Elisa Marchi alla regia, di Lara Torriti al trucco e le musiche originali Alessandro Luchi.

Lo Scantinato si è trasformato, per l’occasione, in un luogo misterioso e ricco di sorprese.

Ma cos’è “Desmond”? Prendo in prestito le parole del regista e autore: “un intreccio audace tra commedia farsesca ed atmosfere gotiche: due fratelli si rifugiano in una vecchia casa di famiglia, ereditata dal padre e dismessa da anni. Lì per la prima volta conosceranno personaggi e storie che credevano di aver solo sognato, lontani echi di un’infanzia rimossa. Ma gli incubi, se si osservano con gli occhiali del cuore, possono cambiare. E le vite, bagnate dal sapore della fine, possono risvegliarsi dal torpore dell’abitudine…”

Al teatro Lo Scantinato, ormai da tempo, ogni spettacolo è interpretato da due cast che si alternano, ieri sera è toccato al Cast A che ci ha emozionato e divertito, quasi due ore di sorrisi e di risate, di pathos e di commozione grazie alla straordinaria bravura dei dieci componenti del cast che si meritano i nostri complimenti e applausi.

Soprattutto i due straordinari protagonisti, Gianni Bartalucci e Alessia De Rosa, che interpretano i due fratelli, Tristano e Isotta, un vero tour de force attoriale che merita una lode; ma bravissimi anche Simone Raggi nel ruolo del maggiordomo Alfred, Beatrice Brandigi, Alessio Melani e Andrea Iodice che sono i fantasmi Eleanor, Sigmund e Clarence, Chiara Barcaroli che è la madre di Desmond interpretato da Marco Bastianelli, Ilaria Leoncini nella parte dell’assistente sociale Imelda e Marco Bernabò in quello del vampiro Sirius.

Andrea Bruni è riuscito a caratterizzare ognuno di loro accentuandone una specificità che li rende speciali e riconoscibili e, di conseguenza, unici.

Concludo con le parole di Andrea Bruni: “Questo spettacolo è una sfida e un bisogno. Avere un luogo e delle persone che hanno creduto in questo progetto è un dono. Tutti i miei spettacoli nascono da una suggestione, un titolo, una musica, una frase. Questo spettacolo è nato da tante suggestioni messe insieme, è nato dal bisogno di “accettazione” che ho percepito nelle persone e in me. Quando abbiamo capito che il cambiamento intorno a noi non era passeggero, come qualcuno voleva farci credere, tutti noi ci siamo trovati ad un bivio. Cedere allo sconforto o sperare ancora. Ma per sperare ancora dobbiamo elaborare ed accettare. Siamo ancora al bivio, lì davanti, in piedi. Ogni giorno. La mia risposta è in questo spettacolo. E’ il mio modo di continuare a sperare, mentre tutto intorno sembra buio.  La sfida era quella di calare la mia scrittura comica in un contesto gotico, in un meccanismo non consono alle battute ed alla farsa. Dal divertimento sfrenato e dalle emozioni che ho visto nei volti degli attori, posso dire che l’esperimento è quanto meno partito. Ha trovato la sua strada, ora dev’essere il pubblico a dire la sua.  Nello spettacolo comunque non ci sono scene troppo forti o sanguinolente, su questo vorrei tranquillizzare i più reticenti e deludere gli amanti del “grand guignol”. Il mio intento non era quello di spaventare le persone per il gusto di farlo, ma quello di essere sincero con il percorso emotivo e narrativo che questa storia mi suggeriva. Sono a posto con la mia coscienza creativa, ma sono soprattutto a posto con il “mio bambino”, che anche stavolta ha riso tantissimo e si è emozionato. Credo che sia giunto il tempo, il tempo in cui ognuno di noi debba conoscere il suo Desmond, divertirsi con lui…Vedere per credere…” e allora tutti allo Scantinato per conoscere il proprio Desmond, lo spettacolo sarà on the stage per tutti i fine settimana di maggio.

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